Giovedì, 11 Agosto 2016 09:32

Siria. I medici di Aleppo a Obama: "Fermate le bombe"

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ALEPPO - Un appello al presidente Usa Barack Obama affinché intervenga per imporre una no-fly zone su Aleppo, per fermare gli attacchi, per salvare i civili intrappolati nella città arriva dagli ultimi medici rimasti nei quartieri orientali sotto il controllo dei ribelli.

L'appello è contenuto in un messaggio firmato da 29 dottori che lanciano l''allarme: se gli attacchi contro le strutture mediche continueranno con la stessa intensità dell''ultimo periodo, nell''arco di un mese potrebbe diventare impossibile garantire cure mediche. Nella loro lettera i medici denunciano come nell''ultimo mese ci siano stati 42 attacchi contro strutture sanitarie in Siria e come dal 2011 abbiano visto "pazienti, amici e colleghi morire con grandi sofferenze". Ricordando il loro impegno ad aiutare chi ha bisogno di cure mediche, chiedono a Obama di "fare il suo dovere allo stesso modo". "Non abbiamo bisogno di lacrime né di solidarietà e neppure di preghiere: abbiamo bisogno - si legge, come riporta la Bbc - di un''area senza bombardamenti nella parte orientale di Aleppo e di un''azione internazionale per garantire che ad Aleppo non ci sia un nuovo assedio".

La comunità internazionale, denunciano i medici, ha "sottolineato quando sia ''complicata'' la situazione siriana ma ha fatto poco per proteggerci". "Le recenti offerte da parte del regime e della Russia di lasciare la città suonano come velate minacce: fuggire ora o affrontare quale destino?", aggiungono. Ieri le forze militari russe hanno annunciato una tregua di tre ore al giorno ad Aleppo a partire da oggi per permettere dalle 10 alle 13 ai convogli umanitari di consegnare aiuti ai civili. Per l''Onu, che ha chiesto una nuova tregua umanitaria di 48 ore, si tratta di una misura che non è sufficiente. I medici ricordano le terribili storie di guerra che arrivano da Aleppo: "Due settimane fa, quattro neonati sono morti asfissiati dopo un''esplosione che ha interrotto la fornitura di ossigeno alle incubatrici". E affermano: "Se non verrà aperto un corridoio di salvezza per Aleppo sarà solo questione di tempo prima che le truppe del regime tornino ad accerchiarci, prima che sia la fame totale e che si esauriscano le forniture negli ospedali".

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