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ROMA - "Ormai stiamo raggiungendo livelli surreali di tassazione. La tassa sui cani e sui gatti in realtà è una tassa sugli affetti: a quando una tassa sugli amici?". Così commenta il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli appresa la proposta di istituire una tariffa per i proprietari di cani e gatti volta a finanziare iniziative contro il randagismo.

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Credo che non ci sia incubo peggiore per gli italiani, costretti dall’incuria e dalla incapacità del precedente governo a tirare la cinghia, che immaginarsi Silvio Berlusconi salire al soglio quirinalizio nella tarda primavera del 2013. Eppure non solo c’è chi lo auspica ma chi lo prevede come un’ipotesi del tutto naturale. Ovviamente parliamo del re dei trigliceridi, cioè Giuliano Ferrara, il suggeritore, il capo del “brain trust” del Cavaliere, la mente fine osannata anche dalla sinistra come l’intellettuale da rispettare, per la sua prosa elegante e raffinata, il novello Seneca del Re arcoriano. Oggi, l’aruspice direttore de “Il foglio” ne argomenta le ragioni. Dopo la “assoluzione” (in realtà si tratta di una prescrizione) e comunque lo “sminamento” del processo Mills, il Cavaliere-sessuocrate, che ha portato, secondo la sua invereconda opinione, una salutare ventata di libertinismo nella politica, avrebbe tutte le carte in regola per ricoprire il posto di Luigi Einaudi, di Sandro Pertini e di Carlo Azeglio Ciampi.

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ROMA - Se continuiamo di questo passo solo a Berlusconi rimarrà la licenza di "uccidere" se stesso. Gli orticelli vengono prima dell'interesse pubblico e di questo ci viene data prova ogni giorno. Casini, che si esprime sovente in tandem con le esternazioni di Marcegaglia-Confindustria, tenta di attribuirsi più importanza e "numeri" di quanti possa avere.

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ROMA - Una serata quasi a rete unificate con le cosiddette interviste al premier Silvio Berlusconi, che ha utilizzato le sue proprietà televisive per irrorare l'etere con attacchi alla persona e contumelie contro l'opposizione. Uno scandalo tutto italiano sul quale anche il giornale dei vescovi, "Avvenire", oggi ha qualcosa da ridire. «Dopo cinque giorni di silenzio, un'intervista al presidente del Consiglio era effettivamente un'occasione giornalisticamente ghiotta, prima ancora che politicamente interessante. Un'intervista, però. Di quelle, magari, con domande non banali» scrive il quotidiano cattolico in un commento dal titolo 'Legittimi dubbi', nel quale, dopo aver ricordato le polemiche suscitate dagli interventi del premier anche in riferimento al rispetto della par condicio, sottolinea una serie di «interrogativi» che suscita «la cifra dell'intervento del presidente del Consiglio , ancora una volta teso ad attaccare l'avversario, a sponsorizzare un singolo programma elettorale fin nei minimi particolari». «È davvero utile - si chiede il giornale dei Vescovi italiani - che Silvio Berlusconi sovrapponga così il suo volto a quello dei candidati locali? È opportuno che getti nella battaglia tutto il peso del governo, facendosi riprendere con il simbolo elettorale a fianco? Soprattutto: è questo che gli italiani si aspettano da un presidente del Consiglio? Il primo turno elettorale, anche a questo proposito, ha dato un messaggio eloquente».

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Nonostante manchino ancora due anni alle elezioni presidenziali, Bersani ha già prospettato a Casini l’obiettivo cui lo stesso leader dell’Udc aspira. Condizione essenziale: archiviare per sempre Berlusconi

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Non basta una festa di compleanno, quella della deputata Pdl Pina Castiello, per stemperare la tensione. Non bastano le battute - tra 'bunga bunga’ e Fidel Castro - per allontanare i problemi che vedono il destino del governo allacciato a doppio filo alle prove di tenuta tra federalismo e controffensiva giudiziaria. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, cerca di sdrammatizzare, ma il messaggio, quello politico, non si fa pregare.

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Tremonti si mette di traverso e indispettisce il Capo con le sue dichiarazioni pessimistiche. Lui ha bisogno di acquistare più vacche al mercato parlamentare, anche se probabilmente quelle da latte sono oramai terminate

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ROMA - Pier Luigi Bersani ha proposto anche al terzo polo una «alleanza costituente» insieme a tutte le altre opposizioni che permetta di mettersi alle spalle «un decennio fallimentare», per aprirne uno in cui mettere mano alle riforme istituzionali e ad alcuni interventi «seri» nel campo del lavoro e dell'economia. In una conferenza stampa tenuta nella sede del partito Bersani ha invitato il terzo polo a non coltivare «l'illusione» di una corsa autonoma, per poter poi «condizionare» successivamente Berlusconi.

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I sondaggi virano al buono per Berlusconi, anche se “viziati” dalla sua momentanea vittoria parlamentare. Il vero problema della sinistra è la mancanza di un leader con il quale si identifichi la ricerca di un’alternativa

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Tiene sul filo il Vaticano, che lo vorrebbe schiacciato su Berlusconi e non acconsente alle nozze ad Arcore, ma soltanto a qualche tenera effusione alla Camera. Ritratto da giovane di un forlaniano del XXI secolo

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