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ROMA -  "Noi abbiamo cominciato, e nei prossimi giorni lo vedrete, a mobilitarci nella sanità e nelle categorie del pubblico: ci saranno molte iniziative, continueremo queste mobilitazioni, e lavoriamo anche a preparare una piattaforma e una mobilitazione generale".

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Sindacati in mobilitazione

ROMA - I sindacati mantengono lo stato di mobilitazione delle categorie contro la spending review. Lo conferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. «Il Governo - osserva Camusso - fa il contrario di ciò che serve: invece di favorire l'occupazione, aumenta la disoccupazione».

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ROMA - Il Senato ha approvato la riforma del mercato del lavoro che, malgrado il trionfalismo di cui hanno fatto sfoggio   il presidente del  Consiglio Monti e il ministro Elsa Fornero, di riforma non ha proprio un alto profilo.

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Presidio Esodati Montecitorio 30 maggio 2012

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ROMA - Tanti, tantissimi, malgrado gli scrosci di pioggia che bagnano il serpentone che sfila per le vie di Roma. La mobilitazione dei lavoratori continua e si rafforza in tutta Italia, gli scioperi generali proclamati dalla Cgil hanno successo così come quelli di categoria a partire dai metalmeccanici.

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Roberto Scarpinato, già pubblico ministero nel processo contro Giulio Andreotti ed attualmente procuratore generale presso la Corte di appello di Caltanissetta, ieri, intervenendo ad un seminario svoltosi a Palermo sulla globalizzazione della mafia ha sottolineato come il fallimento della Grecia, secondo il suo modo di vedere, non è stato affatto dovuto ad un sistema previdenziale troppo generoso o a sprechi nella pubblica amministrazione. Il default è stato causato dalla corruzione dei partiti e dei funzionari della pubblica amministrazione di quel Paese. «Esattamente quello che potrebbe succedere anche da noi se non si appresteranno le misure normative idonee a sconfiggere la corruzione».

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Uno spettro si aggira per l’Italia. Ha preso forma improvvisamente, uscendo dalla nebbia che avvolge normalmente tutte le vicende legate alla mafia e alla criminalità organizzata nel nostro Paese. Lo spettro è quello dell’abolizione dell’ipotesi criminosa di “concorso esterno in associazione mafiosa”. Si tratta di qualcosa di più di una congettura nel momento in cui la sentenza della Corte di Cassazione con la quale è stato annullato il processo di appello che aveva condannato Marcello Dell’Utri a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ha praticamente accolto il grido di dolore del PG Iacoviello proprio contro quel reato, al quale, ha detto, «oramai non crede più nessuno».

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ROMA – Non è un’assoluzione ma poco ci manca. La Cassazione non “assolve” e non “condanna”, si limita a giudicare una sentenza, analizzando le motivazioni e la loro logica giuridica interna. E quelle della Corte di appello di Palermo, presieduta da Claudio Dell’Acqua, del processo a Marcello Dell’Utri sono state radicalmente cancellate, così come i sette anni inflitti al senatore berlusconiano che, se fossero stati confermati, avrebbero condotto in carcere il fondatore di “Forza Italia”.

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Soltanto un idiota o un credulone interessato poteva e può credere che il Pdl sia un vero partito politico, cioè quello definito dall’articolo 49 della Costituzione quale libera associazione alla quale i cittadini possono aderire per «concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale».

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Credo che non ci sia incubo peggiore per gli italiani, costretti dall’incuria e dalla incapacità del precedente governo a tirare la cinghia, che immaginarsi Silvio Berlusconi salire al soglio quirinalizio nella tarda primavera del 2013. Eppure non solo c’è chi lo auspica ma chi lo prevede come un’ipotesi del tutto naturale. Ovviamente parliamo del re dei trigliceridi, cioè Giuliano Ferrara, il suggeritore, il capo del “brain trust” del Cavaliere, la mente fine osannata anche dalla sinistra come l’intellettuale da rispettare, per la sua prosa elegante e raffinata, il novello Seneca del Re arcoriano. Oggi, l’aruspice direttore de “Il foglio” ne argomenta le ragioni. Dopo la “assoluzione” (in realtà si tratta di una prescrizione) e comunque lo “sminamento” del processo Mills, il Cavaliere-sessuocrate, che ha portato, secondo la sua invereconda opinione, una salutare ventata di libertinismo nella politica, avrebbe tutte le carte in regola per ricoprire il posto di Luigi Einaudi, di Sandro Pertini e di Carlo Azeglio Ciampi.

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