Visualizza articoli per tag: riduzione

ROMA- Il personaggio lo si conosce. Dirige “Libero”, il quotidiano fondato da Vittorio Feltri, spesso appare in televisione con il suo eterno sorrisino sardonico e il mento volitivo di Predappio. Negli ultimi tempi non è che ne abbia azzeccate tante. Dice di aver subito un attentato da parte di un misterioso uomo armato di pistola, ma i giudici hanno archiviato il caso perché il codice non prevede indagini sui fantasmi. Qualche mese fa è caduto, come nemmeno un praticante avrebbe saputo fare, nel tranello tesogli da un lettore che gli ha denunciato un farfallesco finto attentato al Presidente della Camera Gianfranco Fini, che si sarebbe dovuto verificare a Bari in primavera per addossare poi la colpa a Silvio Berlusconi. Il denunciatore era un imprenditore che voleva semplicemente dimostrare la dabbenaggine del direttore di “Libero”, che, senza alcuna verifica (bastava telefonare a Fini per sapere che non ci sarebbe stato alcun viaggio nel capoluogo pugliese), denuncia il caso in prima pagina.

Pubblicato in Primo piano

ROMA – L’elemento più peculiare che un semplice lettore curioso, estraneo a qualsiasi cerchia giornalistica, aveva di Giuseppe D’Avanzo, morto ieri improvvisamente a 58 anni, era la sua totale assenza dagli schermi televisivi. Infatti, ben pochi conoscevano la sua immagine, pochissime le foto che di lui circolavano sul web. Non credo abbia mai partecipato ad uno dei tanti talk-show, nemmeno ad “Annozero” di Michele Santoro. Lui si limitava (si fa per dire) a fare il suo mestiere con un rigore assoluto e quasi arcigno, come succedeva una volta ai grandi giornalisti. Nei tempi degli Alessandro Sallusti, Vittorio Feltri, Maurizio Belpietro, Carlo Rossella, è un titolo di grande serietà e di immenso rigore.

Pubblicato in Primo piano

ROMA – “Botta continua. Silvio apri la borsa” titola oggi “Libero”. “Ha vinto la paura”, invece, secondo “Il Giornale”. Nel primo, un editoriale del direttore Maurizio Belpietro fa notare come la sinistra abbia perfino sfruttato papa Ratzinger per vincere il referendum, dato che Benedetto XVI, in un suo discorso poco prima del voto, aveva rimarcato l’importanza dell’ambiente e delle risorse comuni alle popolazioni. Poi Belpietro si consola, con la sua inviata romana a piazza del Popolo, notando come a festeggiare in piazza ci siano pochissime persone: “Impressionante: non c’è nessuno” scrive l’attonita giornalista.

Pubblicato in Primo piano

MILANO – Al quotidiano della famiglia Berlusconi non devono aver preso bene la fuga di Vittorio Feltri e la sua “joint venture” con l’altro berlusconiano doc Maurizio Belpietro. Insieme rischiano di rosicchiare copie all’house-organ di Arcore, dopo aver acquistato percentuali di azioni del concorrente “Libero”.

Lo si scopre leggendo oggi un articolo, proprio sotto quello di testa. Titolo: “Nei guai il caposcorta di Belpietro. Per i pm sarebbe solo una montatura”, in cui si racconta quello che da mesi si sussurrava nelle redazioni, che cioè il famoso attentato a Belpietro avvenuto ai primi di ottobre, è stata pura invenzione del responsabile della scorta del giornalista. Troppe le incongruenze, troppe le cose che non tornano. Ora i magistrati avrebbero deciso di approfondire l’ipotesi “bufala”, che se si dimostrasse tale inguaierebbe il poliziotto.

In tempi di vacche grasse, a “Il Giornale” avrebbero lasciato perdere la storia, in ossequio ad un silenzioso “gentleman’s agreement” con l’altra colonna del berlusconismo italico, cioè “ mento d’oro” Belpietro. Ma adesso, pare che il motto del direttore Sallusti (che ha subìto anche la perdita del vicedirettore de Manzoni) sia diventato: “à la guere comme à la guerre” e quindi ogni arma è utile.

Certo, un bel colpetto basso, se si pensa soltanto alle roboanti dichiarazioni di “mento d’oro” subito dopo l’ipotetico attentato, alle dichiarazioni di stima bellicosa dei vari Straquadanio e Kapezzone, sempre pronti ad accusare la sinistra di un possibile clima di violenza, di un antiberlusconismo viscerale e irrazionale. Ora anche “Il Giornale” sottolinea la tendenza di area: le invenzioni.

Pubblicato in Primo piano
Venerdì, 24 Dicembre 2010 09:47

Feltri e Belpietro, ora berlusconiani ma gratis

Chi l’avrebbe mai detto? Uno pensa che i giornalisti berlusconiani svolgano un compito assai ingrato: quello di trovare impossibili pezze da mettere alle mille balle blu che il loro Capo racconta giornalmente, utilizzando le panoplie linguistiche che hanno ricevuto in dotazione. Il loro lavoro è così sporco e difficile che giustamente ricevono laute prebende, contratti principeschi a sei zeri. Prendiamo uno dei migliori: Alessandro Sallusti, ora direttore de “Il Giornale”.

Pubblicato in Primo piano
Etichettato sotto

ROMA - "Il Giornale" della coppia Sallusti-Feltri raccoglie firme contro Roberto Saviano. Oggi "Libero" di Maurizio Belpietro pubblica foto e indirizzo di posta elettronica dei finiani che voteranno la sfiducia a Berlusconi, appellandoli con il nome di "traditori". La stampa di destra è oramai adusa a iniziative "contro" determinate persone, come non si vedeva dagli anni '70 (da loro tanto deprecati). Ma questa volta, fore, si è passato il segno, perché le foto sono sbattute in prima pagina, come un bersaglio da colpire.

Pubblicato in Primo piano

bianco.png