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La pandemia da virus sta facendo molte vittime in ogni angolo di mondo e non ha ancora finito di imperversare. Non c’è chi non sia stato colpito: da quelli che raggiunti dal virus ci hanno rimesso la vita (e sono oltre sessantamila solo in Italia) a quelli che senza conseguenze per la salute sono stati condizionati nella vita di tutti i giorni dai divieti imposti a questa o a quella attività da un governo che non ha potuto non prendere iniziative fra le più impopolari: vietato questo, vietato quell’altro.

Abbiamo parlato con Fabrizio Pedone, socio della start up che, utilizzando intelligentemente la tecnologia, realizza eventi multimediali di grande qualità, in particolare video mapping 

Intervista a Veronica Ojetti, gastroenterologa e professore del Dipartimento di Scienze dell’emergenza, anestesiologiche e della rianimazione della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e ricercatore di Medicina Interna all’Università Cattolica, campus di Roma  

Un racconto dettagliato di eccezionale impatto emotivo  rivissuto  dai suoi protagonisti  

E’ ormai evidente che l’università di Oxford sia emersa come leader globale nella battaglia scientifica contro il coronavirus. Non a caso la prestigiosa università anglosassone, che gestisce di fatto il più grande studio clinico al mondo sui trattamenti Covid-19, è sotto i riflettori proprio per i risultati raggiunti in termini di efficacia. 

ROMA – I recenti dibattiti apparsi sui media e social-media per la soppressione di alcuni cinghiali avvenuta quasi nel cuore di Roma, hanno riacceso l’attenzione sulla coesistenza tra uomo e animali selvatici. Rapporto spesso dominato da contrasti più che da un’analisi delle criticità.

Suo grande cruccio è non essere (ancora?) stato inserito alla Biennale di Venezia, ma Jordan Wolfson, è oggi uno degli artisti più controversi e famosi a causa di opere, inquietanti e provocatorie, che suscitano reazioni estreme e opposte da parte di coloro che lo criticano o lo sostengono.