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Un racconto dettagliato di eccezionale impatto emotivo  rivissuto  dai suoi protagonisti  

E’ ormai evidente che l’università di Oxford sia emersa come leader globale nella battaglia scientifica contro il coronavirus. Non a caso la prestigiosa università anglosassone, che gestisce di fatto il più grande studio clinico al mondo sui trattamenti Covid-19, è sotto i riflettori proprio per i risultati raggiunti in termini di efficacia. 

ROMA – I recenti dibattiti apparsi sui media e social-media per la soppressione di alcuni cinghiali avvenuta quasi nel cuore di Roma, hanno riacceso l’attenzione sulla coesistenza tra uomo e animali selvatici. Rapporto spesso dominato da contrasti più che da un’analisi delle criticità.

Suo grande cruccio è non essere (ancora?) stato inserito alla Biennale di Venezia, ma Jordan Wolfson, è oggi uno degli artisti più controversi e famosi a causa di opere, inquietanti e provocatorie, che suscitano reazioni estreme e opposte da parte di coloro che lo criticano o lo sostengono.

Nel novembre di tredici anni fa Gigi Proietti pubblicò  un’autobiografia che già  nel titolo era tutto  un programma: ”Tutto sommato qualcosa mi ricordo”, ironica, tutt’altro che autocelebrativa, spassosissima.  Per ricordarlo ritengo  utile riproporre la recensione che feci allora perché il libro racchiude l’essenza di questo grande attore. 

Trasparenza, cooperazione globale e responsabilità per una cura alla portata di tutti. I governi dovrebbero massimizzare l'accesso al vaccino Covid-19 e garantirlo economicamente alle persone in tutto il mondo, ma altresì coloro che finanziano i vaccini con denaro pubblico dovrebbero essere trasparenti sui termini e le condizioni ad essi legati.

Il patatrac è fatto! Il dissenso per la decisione di chiudere cinema e teatri è stato espresso, in questi giorni, da tante voci della cultura di grande risonanza e da tanti lavoratori del settore. È inutile ripetere tutte le considerazioni manifestate e assolutamente condivisibili.

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