Giovani e alcolici, dall’indagine Eurispes dati allarmanti

 ROMA – Giovani e alcolismo. Su questa delicata tematica si articola la quarta parte dell’inchiesta ‘Dazebao’ incentrata sui dati diffusi da Eurispes e Telefono Azzurro.

Parlare di allarme sociale non è affatto azzardato. Il consumo di alcolici tra i ragazzi, che nella maggior parte dei casi ha inizio già durante il periodo delle scuole medie,  è largamente diffuso. Una pratica che arriva a coinvolgere poco meno di sette giovani su dieci. Il 64% ragazzi di 12-18 anni raggiunti dall’indagine dichiara, infatti, di bere alcolici. Si tratta quasi di un’abitudine per il 10,6% e per il 2,5% che ne fa un uso quotidiano, mentre sceglie qualche volta questo genere di bibite il 50,9%. Solo il 35,2% dei ragazzi afferma di non essere interessato all’alcol. Se quasi la metà dei ragazzi tra i 12 e i 15 anni dichiara di non bere mai alcolici, solo il 14,2 % dei più grandi condivide tale affermazione. Infatti, dichiarano di bere spesso alcolici il 16,7% dei 16-18enni contro il 6,8% dei più piccoli, mentre sono ben il 65% dei primi contro il 41,8% dei secondi coloro che  dichiarano di farne uso solo alcune volte. Il consumo di alcolici sembra avere inizio soprattutto nel periodo della scuola media: è così per il 65,7% dei ragazzi più giovani e per il 44,1% dei più grandi. Questi ultimi – ben il 46,2% – dichiarano, inoltre, di aver bevuto alcolici la prima volta dopo i 15 anni. Allo stesso tempo si deve sottolineare anche che il 21,1% dei protagonisti della ricerca aveva meno di 11 anni quando hanno bevuto la prima bevanda alcolica. La birra è la bevanda preferita dai ragazzi che dichiarano di farne un consumo abituale (spesso nel 21,1% dei casi e qualche volta nel 34,2% contro il 13,1% e il 34,3% delle compagne), mentre sembra essere una scelta piuttosto femminile quella di bere cocktail o gli aperitivi alcolici (spesso nel 17,3% e qualche volta nel 39,3% contro, rispettivamente, il 12,9% e il 28,2% dei compagni). I superalcolici sono richiesti abitualmente dall’11,7% dei maschi e dall’11,2% delle femmine, ai quali si aggiunge ad ogni modo un consumo occasionale del 25% delle ragazze e del 19,2% dei ragazzi. Il vino, infine, non sembra riscuotere particolare successo tra gli adolescenti che affermano di scegliere questa bibita spesso nel 7,2% dei ragazzi e nel 4,6% delle ragazze e, qualche volta, dal 22,9% e dal 20%. La classifica dei consumi di alcol tra i giovanissimi è la seguente: i ragazzi di 16-18 anni apprezzano in particolar modo i cocktail e gli aperitivi alcolici, raggiungendo quasi il 60% del campione (spesso il 18,4% e qualche volta il 42,2%), e sembrano riservare un buon interesse per la birra, da quanto dichiarato dal 58,9% dei casi (rispettivamente 20,5% e 38,4%). Inoltre, i superalcolici sono apprezzati dal 46,4% (31,6% e 14,8%), seguono gli shottini (41,3%) e un po’ meno il vino (31,7%). Invece, i più giovani prediligono la birra nel 42,4% dei casi, amano i cocktail e gli aperitivi alcolici nel 36,3% dei ragazzi intervistati, scelgono il vino nel 22,2%, i superalcolici nel 19,2% e gli shottini nel 17,4%. Più della metà dei 12-15enni dichiara di bere alcolici durante le feste (59,7%), quasi un quinto degli stessi (il 18,8%) quando è in compagnia degli amici e l’8,2% per assecondare semplicemente il desiderio di un momento della giornata.  Con l’aumentare dell’età si riduce il numero delle risposte a favore di un consumo in occasione di eventi particolari (43,4%) ed è invece in crescita l’uso di alcol in compagnia degli amici (ben il 28,6%) e quando semplicemente se ne ha voglia (secondo il 15,2% dei ragazzi).

Giovani e alcolismo, un fenomeno complesso

Il consumo di alcolici tra i giovani è un fenomeno complesso e difficile da contenere. Nonostante l’alcol sia il primo fattore di rischio di invalidità, mortalità prematura e malattia cronica nei giovani, la diffusione dell’alcolismo tra i ragazzi resta dilagante. Nella maggior parte dei casi si comincia a bere alcolici in ambito familiare (un po’ di  vino durante i pasti) perché tale comportamento non viene considerato né inopportuno, né riprovevole. Anzi. Poi, pian piano, gli adolescenti iniziano a consumare alcolici anche fuori le mura domestiche. E i genitori tacitamente acconsentono convinti che il consumo di queste bibite da parte dei figli resti sotto il loro controllo. Accade invece che i ragazzi non si accontentino e, in compagnia di amici, sentano il bisogno di trasgredire. Di uscire fuori dalle regole. E’ in questa fase che si sperimenta l’abuso. Siamo all’inizio di quel tunnel buio e gelido che il più delle volte conduce dritto nella desolante selva dell’alcolismo. Quella sindrome patologica così pericolosa e diffusa, ma anche troppo spesso sottovalutata.

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