Mercoledì, 24 Luglio 2013 14:35

Crisi edilizia. “Stati generali”: mobilitazione permanente di lavoratori e imprenditori

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Tutte le sigle delle associazioni datoriali, sindacali e delle professioni della filiera dell’edilizia  si sono riunite oggi a Roma per decidere nuove iniziative a sostegno del settore.

E tornano così  gli Stati generale delle costruzioni che decidono una mobilitazione permanente Credito, investimenti aggiuntivi, casa e qualità  e regolarità  del lavoro. Queste le priorità  di intervento decise oggi nella riunione alla quale hanno partecipato tutti i vertici delle sigle aderenti agli Stati Generali. Visto il perdurare della pesantissima crisi che sta travolgendo il settore viene chiesto al Governo un piano straordinario di misure e investimenti capaci di far riprendere l’edilizia e nello stesso tempo di far ripartire l’economia del Paese.

Inadeguate le  misure del governo

Quelle varate finora dal Governo e all’esame del Parlamento, secondo gli Stati Generali, sono “misure efficaci in un momento di normalità , ma assolutamente inadeguate a fronteggiare una crisi come quella che sta investendo il settore e che non accenna a diminuire”.

Per questo lavoratori, imprese e professionisti hanno deciso di proclamare lo stato di mobilitazione permanente degli Stati Generali protagonisti già  in questi anni di numerose iniziative di proposta e di denuncia per riaffermare il ruolo anticiclico delle costruzioni, settore strategico sia per la ripresa economica ma anche per il miglioramento delle condizioni lavorative e sociali dei cittadini.

Occorre investire importanti risorse nelle costruzioni

“In gran parte d’Europa, negli Stati Uniti e in Giappone”, sostengono gli Stati Generali, “i Governi hanno varato piani anticrisi dell’ordine di centinaia di miliardi di valuta nazionale come investimenti in opere pubbliche e a sostegno della casa”, Appare dunque ingiustificata “la rinuncia da parte dell’Italia di seguire questo esempio e di investire importanti risorse per far ripartire il settore”.

Il tempo è ormai scaduto se non ci saranno segnali in questo senso nel breve periodo gli Stati Generali decideranno iniziative eclatanti di protesta.

 

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