Martedì, 17 Settembre 2013 13:05

Berlusconi “decadente”. Dieci minuti di spot televisivo salvare la zattera

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ROMA - Si riparte dalla tv. Quel piccolo schermo in cui tutto ebbe inizio, si presta ancora una volta al ruolo di trampolino di lancio per una nuova – si fa per dire – avventura politica del Cavaliere. 

Il video messaggio sarebbe già pronto e a disposizione dei tg forse all'ora di pranzo. Silvio Berlusconi, ad un giorno dal primo voto di giunta pro decadenza,  rilancerà in una manciata di minuti la sua Forza Italia, non senza ripercorrere alcuni punti chiave della attualità politica.  Chi ha potuto visionare in anteprima il video riferisce di un Berlusconi per nulla intenzionato a lasciare il campo, nonostante la “persecuzione giudiziaria” durata vent’anni. Crisi di governo? Forse no. Almeno per il momento. 

E poi il solito repertorio che, a due lustri dalla famosa ‘discesa in campo’, non può che suonare come un deprimente pezzo da avanspettacolo: necessità di una riforma della Giustizia, riduzione della pressione fiscale, elogio dei suoi governi e giù fino alla “magistratura schierata politicamente”.  Sempre secondo quanto viene riferito, nel video messaggio non ci sarebbe alcun riferimento al voto in giunta. Berlusconi vuole concentrare tutti i riflettori sulla riapertura dei battenti di Forza Italia. La sua salvezza personale passa, ancora una volta, dalla costruzione di un campo politico forte e stabile. 

In questo ‘si salvi chi può’ è folcloristico notare come i ministri Pdl del governo in carica, Alfano, Lupi, Lorenzin, Quagliariello e De Girolamo, abbiano già concordato tra loro di presentarsi giovedì dal leader, nella nuova sede di Piazza San Lorenzo in Lucina, per rassegnare le dimissioni nelle proprie mani del leader. Un gesto che gli esperti di Storia Medievale conoscono come “l’omaggio feudale”. Ovvero un atto di sottomissione del vassallo al proprio Signore. 

Perché in effetti il timore di restare isolati, o peggio ancora schiacciati da personaggi come Santanché, Verdini e Capezzone – occupati a tempo pieno nella ricostruzione del partito azzurro – potrebbe levare il sonno persino a Schifani.  

La Giunta va avanti ma Letta vuole evitare i fulmini

Nel frattempo in Giunta si va avanti, anche se alla vigilia del voto secondo molti potrebbe essere lui stesso – il Cavaliere pregiudicato – a fare un gesto eclatante ed al tempo stesso risolutore: dimettersi. Ma su questo c’è massima cautela ed i prossimi segnali dall’assemblea a Sant’Ivo saranno decisivi. 

In Giunta procede il dibattito che si chiuderà mercoledì mattina con la replica del relatore. A partire dalle 20:30 ci saranno le dichiarazioni di voto e poi il voto finale.

C’è attesa anche per la proposta dei Cinque Stelle, che potrebbe essere depositata a breve, di modifica del Regolamento del Senato con l'obiettivo di instaurare il voto palese. Notizia annunciata da Nicola Morra, capogruppo del M5S a Palazzo Madama, e in seguito confermata dal senatore Michele Giarrusso.

Tutto questo mentre i democratici, per bocca del senatore Felice Casson, continuano ad assicurare: "Il Pd non salverà Silvio Berlusconi". 

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