Martedì, 05 Novembre 2013 18:38

Cancellieri: “ Mai sollecitata la scarcerazione di Giulia Ligresti”

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Giulia Ligresti Giulia Ligresti

La maggioranza la sostiene M5S: si dimetta

ROMA - I parlamentari di Camera e Senato hanno ascoltato oggi il discorso del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, intervenuta a Montecitorio e a Palazzo Madama per chiarire la sua posizione nella vicenda Fonsai e nella scarcerazione di Giulia Ligresti.

“Mai ho sollecitato la scarcerazione della signora Ligresti né ho indotto altri ad assumere iniziative in tal senso” ha subito specificato il Guardasigilli. Cancellieri, nel rivolgersi ai deputati e ai senatori, è apparsa serena e si è detta “con la coscienza limpida”. Quindi ha aggiunto: “La scarcerazione non è avvenuta in seguito a una mia pressione o ingerenza, mai stata e mai concepita, ma per indipendente decisione della magistratura torinese, che più volte ha chiarito in modo limpido che è stata frutto di una autonoma valutazione scevra da influenze e condizionamenti”. Nel corso del suo intervento, il ministro ha precisato di aver “agito come in molti altri casi, tanti e anonimi, più di cento solo negli ultimi mesi, tutti a disposizione di chi li volesse visionare”. “Mi faccio carico quotidianamente delle segnalazioni che arrivano, in un colloquio quasi quotidiano con le autorità penitenziarie”, ha spiegato sottolineando che “ogni vita che si spegne è una sconfitta per lo Stato, e io ne sento tutto il peso”. Poi sulle polemiche che l’hanno riguardata si dice “addolorata” e “rammaricata”. “Sono stata e sono amica di Antonino Ligresti ma in nessun modo la mia carriera è stata influenzata da questi e altri rapporti personali: sono una persona libera che non ha contratto debiti di riconoscenza”, ha chiarito. “Anche mio figlio è stato indebitamente trascinato in questa vicenda, il suo incarico in Fonsai è frutto della sua pregressa esperienza nel mondo bancario” ed è arrivato quando “ero una tranquilla signora in pensione e non avrei mai pensato che sarei diventata ministro”. In attesa della calendarizzazione del voto di fiducia, chiesto dai Cinque Stelle, il ministro Cancellieri ha precisato che considera la fiducia del Parlamento “decisiva per la prosecuzione dell’incarico”. “Il governo ha in cantiere diversi importanti provvedimenti sulla giustizia che richiedono una forte intesa, non voglio essere di intralcio a questa azione -ha sottolineato-. Non esiterò a fare un passo indietro se dal confronto parlamentare emergerà che è venuta meno la stima su cui ritengo debba poggiarsi il mandato ministeriale”. La reazione da parte dei partiti politici è stata eterogenea, ma la maggioranza che sostiene l’esecutivo è orientata verso il sostegno al ministro. Il Pdl fa quadrato attorno al Guardasigilli. “Non chiederemo le sue dimissioni, anzi la inviteremo a continuare il suo impegno”, ha detto il presidente dei senatori Pdl Renato Schifani. Dopo aver ascoltato le parole di Cancellieri, anche il Pd rinnova la fiducia nei suoi confronti. “Ho ascoltato con piacere il suo rammarico per non aver mantenuto il necessario distacco istituzionale”, ha detto il presidente dei senatori democratici Luigi Zanda che ha concluso il suo intervento dicendosi “certo che il ministro Cancellieri continuerà a lottare per risolvere la tragedia delle carceri italiane”. Quindi, come ha aggiunto Danilo Leva, responsabile giustizia del Pd “non esistono gli estremi per la sfiducia”. Di segno opposto la reazione del Movimento Cinque Stelle che è categorico: “Un ministro può mettersi a disposizione di una famiglia per cui suo figlio ha lavorato e che è stata arrestata per reati gravissimi? Dia l’esempio, si dimetta”, ha dichiarato il grillino Alberto Airola. 

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