Venerdì, 14 Novembre 2014 13:13

Fiom. Landini, la piazza unisce, Renzi divide. VIDEO

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Da Milano in piazza contro le politiche del Leopoldo'

MILANO -   «La possibile mediazione» all'interno del Pd «è una presa in giro. Serve solo a quei parlamentari per conservare il loro posto, non serve ai lavoratori e alla difesa dei loro diritti». Così Maurizio Landini, segretario della Fiom, ha risposto nel corso del corteo per lo sciopero generale del sindacato dei metalmeccanici interpellato sull'accordo con la minoranza del Pd su Jobs Act.  

Nel giorno dello "sciopero sociale" lanciato in varie citta' d'Italia da movimenti, associazioni e collettivi di precari, disoccupati e studenti, la Fiom a Milano ha radunato decine di migliaia di persone in piazza, in concomitanza con lo sciopero di otto ore indetto in tutto il nord Italia dal sindacato dei metalmeccanici, e ha rilanciato la sfida al governo sul Jobs act, soprattutto dopo l'intesa raggiunta ieri all'interno del Pd. "Noi non ci fermiamo, andiamo avanti finché non cambiano le loro posizioni, noi non stiamo scherzando", ha ammonito il leader della Fiom, Maurizio Landini, secondo cui la mediazione trovata dal Governo con la minoranza Dem sulla riforma del lavoro "e' una presa in giro, serve solo a quei parlamentari per conservare il loro posto, non serve ai lavoratori e alla difesa dei loro diritti".

Dello stesso parere il leader della Cgil, Susanna Camusso, che ha preso parte alla manifestazione e ha tenuto il comizio conclusivo in Piazza Duomo. "Noi guardiamo sempre alle proposte ma non ci pare che quella mediazione sia una risposta per mantenere la difesa dei diritti che noi facciamo", ha detto, la partita sul Jobs Act "non e' chiusa, non e' un voto di fiducia che cambiera' il nostro orientamento e le nostra iniziativa". Il corteo e' stato cosi' anche l'occasione per i due leader sindacali di ricompattarsi pubblicamente dopo i recenti dissidi, riavvicinamento sancito anche da un doppio abbraccio, a inizio del corteo e poi al termine dell'intervento sul palco della Camusso, che pure era stato accolto da qualche fischio della piazza. E poi:  “Questa è la conferma di quello che diciamo da sempre''. ''C'è bisogno - spiega - di un grande investimento pubblico che crei lavoro e rimetta in sicurezza il Paese, il governo Renzi si dovrebbe decidere a fare qualcosa anziché ridurre i diritti''. Intanto a Piazza Duomo si trasforma in un''onda di bandiere rosse dei metalmeccanici.  Sul palco potrebbero  salire anche i lavoratori della Scala. Il corteo, partito da porta  Venezia, ha attraversato senza incidenti corso Venezia e corso Europa fino a raggiungere la piazza principale della città. Tanti gli slogan contro Renzi, ribattezzato, il ''Leopoldo'' e tanti i cori ''il 18 non si tocca'' a rimarcare la contrarietà a una legge sul lavoro che non piace.

Al corteo  hanno sfilato circa 20mila persone che da Porta Venezia si snodavano fino a Piazza Duomo. "Una manifestazione come quella di oggi a Milano non si vedeva da decine di anni", ha commentato la Fiom. In testa al corteo assieme a Landini e la Camusso, anche alcuni esponenti della sinistra come Stefano Fassina, Nichi Vendola e Barbara Pollastrini. "Siamo davvero tanti - ha dichiarato Landini dal palco - il Governo sta dividendo le persone, questa invece e' una piazza che vuole unire. Il Governo dov'e' adesso? Parla solo con gli imprenditori con le fabbriche vuote o vuole parlare anche coi lavoratori?".