Domenica, 29 Maggio 2011 17:27

Germania. Nove morti per i cetrioli-killer. Codacons: stop alle importazioni

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BERLINO - Sale a nove il bilancio delle vittime in Germania a causa del contagio da batterio E. Coli. Oggi, infatti, le autorità sanitarie tedesche hanno annunciato tre nuovi decessi sospetti collegabili al batterio, mentre casi di contagio si sono verificati anche in altri sei paesi europei. Al momento, in Italia non sono stati registrati casi di contagio da E. coli anche se, in via precauzionale, l'Istituto superiore di sanità (Iss) ha attivato i propri sistemi di sorveglianza. La situazione, ha inoltre rassicurato il commissario europeo responsabile per la salute e le politiche dei consumatori, John Dalli, è sotto «costante monitoraggio». Ad ogni modo, ad oggi, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non raccomanda alcuna restrizione per i viaggi o il commercio con la Germania, dove sono stati notificati i casi letali di sindrome uremico-emolitica (Hus) provocati dal batterio E.Coli.

Secondo quanto è emerso, ci sarebbe una partita di cetrioli, proveniente dalla Spagna, all'origine dell'epidemia. Le autorità sanitarie spagnole hanno avviato un'inchiesta in Andalusia per determinare l'origine della contaminazione, ma il ministro dell'Agricoltura spagnolo, Rosa Aguilar, ha già detto che al momento «non c'è alcuna prova» che la contaminazione sia avvenuta «nel paese d'origine».

IN GERMANIA BILANCIO VITTIME E. COLI SALE A NOVE. Circa 1.000 casi di contagio da batterio E. coli, tra accertati e sospetti, in Germania, dove le vittime del batterio sono salite a nove. Tre nuovi decessi probabilmente legati agli effetti del batterio E.coli sono stati infatti annunciati oggi dalle autorit… sanitarie. Il numero potenziale delle vittime tedesche del batterio arriva cos a nove. Le tre nuove vittime sono tre donne, due ottantenni ed una trentenne. Casi di contaminazione da E. coli si sono verificati nei giorni scorsi anche in altri Paesi: 25 casi si registrano in Svezia, 7 in Danimarca, 3 in Gran Bretagna, 2 in Austria, 1 in Olanda e 1 in Svizzera.

IN ITALIA NESSUN CASO CONTAGIO, VIA MONITORAGGIO ISS. Anche se in Italia finora non si sono registrati casi di sindrome emolitica uremica (hus), causati da E. Coli, come in Germania, Š stato allertato a scopo precauzionale il sistema di sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità. Qualsiasi caso sospetto verr… segnalato al Registro Nazionale della Hus e i campioni diagnostici saranno inviati al laboratorio nazionale di riferimento per E. Coli presso l'Istituto. Il centro nazionale di epidemiologia e sorveglianza dell'Iss rassicura comunque che casi d'infezione da E. Coli Vtec O104, il sierogruppo rilevato in Germania, non sono mai stati segnalati nel nostro Paese. 

COLDIRETTI, MEGLIO COMPRARE PRODOTTI ITALIANI. Evitare allarmismi ma preferire i prodotti italiani. Questo il consiglio della Coldiretti in merito alla vicenda dell'epidemia del batterio E.coli in Germania. Secondo l'associazione agricola è dunque preferibile «verificare sull'etichetta, obbligatoria per legge, la provenienza dei cetrioli acquistati». L'Italia, ricorda Coldiretti, importa cetrioli e cetriolini dalla Spagna per un quantitativo che ha superato gli 8 milioni di kg nel 2010.

CODACONS: STOP ALLE IMPORTAZIONI DI CETRIOLI. Il Codacons chiede alle autorità sanitaria italiane «misure urgenti» per bloccare le importazioni di cetrioli da tutta l'Europa, a tutela della salute in relazione all'infezione causata dal batterio Escherichia coli che ha causato almeno 276 infezioni in Germania e casi in molti Paesi Europei. «Il ministero della Salute e gli altri organi competenti devono bloccare immediatamente le importazioni di cetrioli e cetriolini provenienti da tutta Europa», afferma in una nota il presidente Codacons, Carlo Rienzi. È anche indispensabile, prosegue la nota, «effettuare controlli stringenti su tutta l'ortofrutta diretta in Italia e proveniente dalla Spagna e dall'Olanda. Queste misure - secondo Rienzi - sono necessarie per evitare il diffondersi del pericoloso batterio anche nel nostro Paese». L'associazione invita infine «i cittadini a verificare con attenzione la provenienza degli alimenti, obbligatoria su tutte le etichette di frutta e verdura».

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