Domenica, 14 Agosto 2016 17:45

Imam ucciso a New York. Per i fedeli la colpa è di Trump

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Paura anche in Italia dopo il folle gesto

NEW YORK - L'imam di una moschea nel Queens, a New York, e il suo assistente sono stati uccisi ieri da un uomo armato mentre uscivano dalla moschea. La sparatoria è avvenuta nei pressi della Masjid Al-Furqan, dove le due vittime stavano svolgendo le loro preghiere. Lo riferiscono i media locali. Le vittime indossavano abiti tradizionali musulmani e sono stati entrambi colpiti in testa da distanza ravvicinata. Il killer si è sarebbe avvicinato da dietro, secondo quanto riferisce la polizia. La comunità musulmana della moschea denuncia la sparatoria come un crimine di odio contro la loro fede. L''indagine sul motivo dell''attacco è ancora in corso.

Un crimine dettato dall''odio, frutto dell'Islamofobia voluta da Donald Trump. Così alcuni fedeli della comunità che frequenta la moschea di Queens reagiscono sotto shock a quanto accaduto. La polizia ha insistito sul fatto che i primi passi compiuti dalle indagini non hanno fatto emergere elementi a conferma di un crimine dettato dalla fede dei due religiosi uccisi, l''imam e il suo assistente. Ma nella comunità di fedeli che faceva capo all''imam l''idea è un''altra: "Ci sentiamo veramente insicuri e non al riparo in un momento come questo", ha dichiarato alla WCBS un residente. "E'' una minaccia per noi, per il nostro futuro, per la nostra libertà di spostamento nel quartiere, e noi chiediamo giustizia". Più esplicito ancora Khairul Islam, residente nella zona, secondo il quale la comunità considera l''attacco un crimine di odio frutto del clima creato dal candidato repubblicano alla presidenza, Donald Trump. "Trump e il suo teatro hanno creato l''Islamofobia", ha dichiarato al New York Daily News.  

Comai, decine imam in Italia impauriti 

Dopo l'assassinio dell'imam del Queens, a New York, e del suo assistente, "abbiamo ricevuto le telefonate di decine, oltre 50, imam italiani impauriti dal clima di paura e di tensione che investe e comunità arabe e musulmane", ha riferito Foad Aodi, presidente dell'associazione delle Comunità arabe in Italia (Comai), secondo il quale "abbiamo bisogno di un Papa Francesco per tutte le religioni e per il dialogo interreligioso, non dei Trump, Le Pen, Salvini e Meloni e degli altri politici che soffiano sul fuoco della paura e dell'islamofobia". A costoro Aodi lancia l'esortazione ad "abbassare i toni". "Noi - ha detto il presidente del Comai - condanniamo l'episodio gravissimo di New York, che purtroppo sta causando reazioni violente in America, così come abbiamo condannato con fermezza l'assassinio del prete francese", vicino a Rouen. Secondo Aodi, "si tratta di uccisioni simboliche, che vanno nella direzione degli obiettivi di Daesh (l'Isis, ndr), che vuole scatenare lo scontro religioso e mettere l'Occidente contro l'Islam".  

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