Giovedì, 13 Ottobre 2011 09:11

Draghi: politica spezzi spirale di privilegi

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ROMA - «La politica ha il compito insostituibile di trovare il modo di rompere il circolo vizioso di privilegi, coalizioni di interessi e veti, prima che questo renda impossibili, per veti incrociati e cristallizzati, le misure necessarie per la crescita»: lo ha detto il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, nel penultimo intervento pubblico del suo mandato, lanciando un allarme e un richiamo al governo.

«L'Italia deve oggi saper ritrovare quella condivisione di valori comuni – ha detto ieri  il governatore - che, messi in sordina gli interessi di fazione, è essenziale per mobilitare energie capaci di realizzare, in anni non lontani, una rigogliosa crescita economica, e di offrire credibili speranze alle nuove generazioni. Senza aggredire alla radice il problema della crescita, lo stesso risanamento della finanza pubblica è a repentaglio - Non bastano gli interventi realizzati nella scorsa estate che avviano la finanza pubblica su una maggiore sostenibilità. Occorre agire con rapidità. E' stato perso già troppo tempo – ha sostenuto Draghi - E' necessario che i decreti attuativi della manovra di risanamento siano promulgati senza indugio, soprattutto quelli con riferimento alla riduzione permanente della spesa corrente».

 

«Solo i Paesi che si assumono le proprie responsabilità, e quelle dell'Italia sono oggi particolarmente rilevanti, e che mantengono con rigore gli impegni presi, sono partner credibili dell'Ue- ha detto il governatore di Bankitalia, secondo cui arriverà -una fase di ulteriore condivisione di doveri. E' importante che ci convinciamo che la salvezza e il rilancio dell'economia italiana possono venire solo dagli italiani -  ha detto Draghi - Sarebbe una tragica illusione pensare che interventi risolutori possano giungere da fuori. Aumenti dei tassi di interesse della dimensione di quelli verificatisi negli ultimi tre mesi se protratti, avrebbero l'effetto di vanificare in non piccola parte le misure di risanamento, con effetto negativo sul costo del debito, in una spirale che potrebbe risultare ingovernabile. Il risanamento della finanza pubblica e il rilancio della crescita – ha detto  Draghi - non sono una imposizione esterna, sono problemi che vanno risolti soprattutto a beneficio dell'Italia. E' un dovere verso i giovani, prima che verso noi stessi».

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