Mercoledì, 15 Maggio 2013 21:13

"Spineto” addio.”Legge elettorale? Cose folli. Giustizia? Peggio

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ROMA - La chiarezza non fa parte del dna di questo governo. Forse è chiedere troppo visto lo stato dei rapporti fra Pd e Pdl  malgrado lo “ spirito di Spineto”, tanto caro a Enrico letta che ne ha fatto  la ragione di vita del suo governo.  

Quasi tutto è allo stato nebuloso  Siamo ai “ dispareri” su problemi fondamentali per affrontare l’emergenza. L’accordo c’è solo sui titoli, ma quando si entra nel merito ognuno dice la sua. Per quanto riguarda la legge elettorale la confusione regna sovrana. A forza di mediare, non si sa bene fra chi, finisce che di leggi nuove ce ne saranno due o tre. A scelta. Senza contare che , mentre il Consiglio superiore della Magistratura votava un documento in cui si chiede al ministro Cancellieri  di tutelare i magistrati,  il< Pdl tornava all’attacco sul problema delle intercettazioni che i berluscones ponevano come prioritario. Alla Giunta per le autorizzazioni della Camera giungeva la richiesta  di poter ascoltare conversazioni telefoniche di Verdini,Cosentino, Dell’Utri, un bel trio. Subito il  capogruppo Pdl  della Commissione Giustizia della Camera presentava una proposta di legge, fotocopia di quella che era rimasta insabbiata nella precedente legislatura scritta di pugno da Alfano.  Una stretta sulle intercettazioni che metta subito in allarme il Pd e si apriva un dura polemica. “

Ancora incertezze sul prossimo Consiglio dei ministri


Vogliono lo scontro”, diceva il Pd Casson. In serata riunione di urgenza dei berluscones. C’è chi parla di  elezioni anticipate, se non interviene lo “ spirito di Spineto” Procediamo con ordine. Venerdì si dovrebbe svolgere il primo Consiglio dei ministri che inaugura la “serie  del venerdì” come deciso nel ritiro in Abbazia. Ancora non è chiaro se verrà emanato il decreto che dovrebbe contenere i primi provvedimenti per far fronte all’emergenza, a partire dal finanziamento per la cassa integrazione in deroga. Sono in corso contatti gravi ministri interessati, fra Letta e Saccomanni, ma ancora non si è trovata la copertura. Pare che  ci sia  la disponibilità per rifinanziare la cassa solo in parte, una prima tranche, poi si vedrà. Per l’Imu siamo ancora a sfogliare la margherita. Ognuno interpreta a modo suo. La parola sospensione viene tradotta in varie lingue: quella che dice si sospende per abolire , oppure per rimodulare la tassa, oppure per accorparla con altre imposte. E l’Iva E’ vero che c’è ancora tempo per evitare che il balzello salga. Ma, come si dice, chi ha tempo non aspetti tempo. Per non parlare dei provvedimento per dare lavoro ai giovani. Per ora si parla solo di qualche modifica all’articolo 18 perché sarebbe troppo rigido. Affermazione molto ambigua che lascia intendere che   c’è sempre un peggio.  Giustamente si fa presente che parte consistente della politica economica e sociale del nostro paese, così come tutti quelli della Unione europea, dipende dalle scelte che verranno fatte a Bruxelles. Se in particolare si abbandonerà l’austerità che genera solo altra austerità, recessione, povertà anche oppure si  adotteranno politiche per la crescita.  Non c’è riunione dei diversi organismi che non ponga il problema del lavoro a giovani come prioritario.  Il premier ,i ministri economici, annunciano piani da presentare alle autorità di Bruxelles. Ma questi piani cosa propongono? Mistero. Forse un passaggio con i sindacati non sarebbe stato male, non violerebbe certamente lo “ spirito di Spineto”.  


Il guazzabuglio delle riforme istituzionali


Sabato saranno i metalmeccanci  a dar vita ad una manifestazione a Roma, riprenderanno Piazza San Giovanni. Con le tute blu chiamate alla mobilitazione dalla Fiom  ci saranno esponenti di  movimenti, associazioni, personalità del mondo della cultura, della società civile,parlamentari . Insomma se Letta desse un’occhiata a questa piazza ed a ciò che dice  non farebbe niente di male. Veniamo infine alla  legge elettorale e alle riforme istituzionali. Il ministro Franceschini annuncia che l’iter delle riforme partirà il 29 , sia alla Camera che al Senato. L’obiettivo è arrivare ad un “ atto di indirizzo con ampia condivisione” La bussola da seguire è data,dice Franceschini, “dalle bozze che il governo ha messo a punto a Spineto”. Quelle bozze non erano proprio un esempio di chiarezza. Anzi. Ci sarà una commissione fatta di esperti e una, la famosa Convenzione, composta dai membri di due commissioni del Parlamento. Forse si capisce cosa dovrebbero fare, stante quanto il ministro cui è stato affidato il lavoro di “indagine”, il Pdl Quaglierello, ha dichiarato. Lo stesso Letta dall’Abbazia aveva detto che bisognava mettere in sicurezza le elezioni.  Insomma se si fosse tornati a votare senza aver  votato una nuova legge elettorale occorreva un meccanismo che evitasse di votare con il “ porcellum”. Una soluzione di mediazione visto che i berluscones prima della legge elettorale vogliono approvare tutte le riforme costituzionali. Lo ha ribadito proprio Quagliarello. Persone normali avrebbe pensato che bastava abrogare  questo “porcellum” e la cosa sarebbe fatta. Nel caso si voterebbe con il “ mattarellum”. No, troppo semplice. Quagliarello ha fatto capire che  si intende modificare il “porcellum”  solo per quanto riguarda il premio di maggioranza lasciando tutto immutato, a partire dai parlamentari eletti dalle segreterie dei partiti. Questa sarebbe la nuova “ leggina”. Fatte le riforme costituzionali si dovrebbe fare una nuova legge elettorale. Sempre al lavoro con commissione di esperti e convenzione.  La follia non ha limiti.   E poi lo“ spirito di Stintino” è già esaurito.

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