Giovedì, 11 Luglio 2013 15:10

Unica strada, un governo di salvezza costituzionale

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ROMA - “Per  fortuna che in Italia esiste anche la Cassazione, unico tribunale non controllato dalla toghe rosse…”, così si esprimevano i berlusconiani, quando le prescrizioni piovevano e la Cassazione benediva. Ora quella stessa Corte é accusata di lesa maestà per aver osato applicare le legge e anticipare la seduta proprio per non rendersi complice della ennesima prescrizione ad orologeria.

A questo punto si è scatenato l’inferno. L’imputato, i suoi avvocati, i suoi giornali, le sue tv, hanno organizzato un pestaggio sistematico contro i giudici per aver osato considerare il capo un cittadino qualsiasi sottoposto al rispetto delle norme.
Forse il loro vero obiettivo non era e non é solo la prescrizione, ma intimidire la Corte affinché riveda modi e tempi della interdizione. Chiedono mille per strappare cento, secondo un consolidato copione. Sanno di non poter chiedere l’assoluzione, e si accontentano dello sconto di pena. Altrove sarebbe considerata una ragione per dimissioni immediate e irrevocabili, qui riusciranno eventualmente a farla passare per una quasi assoluzione, grazie anche alla complicità di chi avrebbe il dovere di tutelare le istituzioni e la Costituzione.
Non contenti ora chiedono pure la sospensione dei lavori parlamentari. Le istituzioni dovrebbero autocongelarsi in segno di omaggio al signore e padrone del conflitto di interessi.
Questa é davvero una richiesta golpista, altro che la sentenza della Cassazione! Non sarà accolta ovviamente, ma la sola proposta dovrebbe comportare la immediata caduta del governo.
Non la sentenza, ma le urla di queste ore dovrebbero consigliare di porre fine alla anomalia Italiana e di farlo subito. Mai come in questo momento anche i parlamentari eletti nelle liste di Grillo avrebbero il dovere di levare ogni alibi ai riottosi e agli incerti e di mettersi a disposizione per un governo straordinario di salvezza Costituzionale. Chi dovesse dire No, da una parte e dall’altra, a questa proposta, dovrà poi spiegare il perché alla pubblica opinione o almeno a quella parte che non considera “normale” marciare contro i tribunali e “congelare” le assemblee democratiche.

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