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ATENE - Rischio default scongiurato, almeno per oggi. La Grecia ha rimborsato al Fondo monetario internazionale una rata da 450 milioni di euro di un prestito in scadenza. Un versamento reso possibile, in parte, dall’emissione di titoli di Stato della vigilia.

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ROMA - La Banca Centrale Europea tarpa le ali alla Grecia prima che il nuovo governo possa tentare di staccarsi da terra. Poche ore dopo l’incontro tra il Ministro delle Finanze ellenico Yanis Varoufakis e il Presidente Mario Draghi, la Bce ha tagliato la liquidità alle banche elleniche.

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ROMA - “Colloquio fruttuoso”. Così il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha descritto l’incontro con Mario Draghi. La sua ricerca di sostenitori per un nuovo accordo sul debito mercoledì lo ha portato alla Banca centrale europea.

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ROMA - L’importanza di un accordo tra l’Europa ed Atene può essere meglio compresa esaminando le dimensioni del debito greco e chi sono i principali creditori. Cominciamo dal primo punto: dopo una crisi del debito che ha rischiato di affondare l’intera zona euro, sei anni di recessione e ben due pacchetti di salvataggio, la Grecia si ritrova con un debito pubblico che supera i 320 miliardi di euro. Cioè, nonostante due ristrutturazioni, il 175% del proprio Prodotto interno lordo. Quanto al secondo punto, principale creditrice per circa il 60% del debito totale è la zona euro, intesa come i singoli governi degli Stati membri e il vecchio fondo di stabilità comune. Banche straniere e banche greche a parte, gli altri due grandi creditori sono la Banca centrale europea, che possiede gran parte dei titoli di Stato scambiabili, e il Fondo monetario internazionale, al quale la Grecia deve quasi 25 miliardi di euro. “Credo che la Grecia abbia opzioni limitate a causa del pressante bisogno di liquidità del sistema bancario greco e dell’economia greca”, commenta l’economista greco Vangelis Agapitos. “Al tempo stesso, credo che la Germania voglia trovare una soluzione, e che sarà un negoziato duro ma un qualche genere di compromesso si troverà. Penso ad una Grecia che presenta bilanci in regola, garantisce la sicurezza della restituzione di gran parte del debito, impegnandosi allo stesso tempo a nuove riforme”, conclude. Questo martedì le prospettive di un possibile compromesso hanno fatto schizzare la Borsa di Atene. Comprensibile, considerato che, senza linee di approvvigionamento, Atene rischia di mancare le scadenze di quest’anno sul debito. In una parola: default. 

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ROMA - Scambiare i vecchi titoli di Stato ellenici con nuovi bond. Ecco il piano che Atene mette sul piatto della complessa partita per poter sopravvivere a un debito che rischia di schiacciarla.

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Domenica, 01 Febbraio 2015 16:55

Tsipras al lavoro per rinegoziare il debito

ATENE - Il nuovo governo greco di Alexis Tsipras non vuole deludere i suoi elettori e inizia a lavorare sugli obiettivi promessi. Primo fra tutti l'uscita dall'austerity e quinfi la rinegozazione dell'oppressivo debito di 240 miliardi di euro imposto dall'Unione Europea. Richiesta inaccettabile per la Germania.

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Al netto di interessi e pensioni, però, le Amministrazioni locali gestiscono oltre il 57 per cento della spesa pubblica

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ROMA - L’Italia continua imperterrita ad andare sulla strada sbagliata. Ad aprile il nostro debito complessivo è arrivato a quota 2.164,4 miliardi di euro, ai massimi della nostra storia e sui medesimi livelli del debito tedesco.

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ROMA - Nell'ultimo trimestre del 2013 l'occupazione nell'Eurozona ha fatto segnare il primo dato positivo dalla metà del 2011 (+0,1 %), non Italia però dove l’occupazione continua a calare, meno 0,5 per cento.

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TRIESTE - La settimana di Borsa che va a concludersi oggi ha evidenziato più che mai l’atteggiamento attendista dell’Eurozona di fronte a ben cinque anni di stagnazione e recessione, nel corso dei quali si è limitata a salvaguardare la propria salute economica con il minimo indispensabile per evitare il disastro finanziario: il “Fondo salva-Stati” o ESM (European Stability Mechanism, meccanismo europeo di stabilità) ed il programma OMT (Outright Monetary Transactions, operazioni monetarie definitive) della BCE (Banca Centrale Europea).

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