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Venerdì, 17 Febbraio 2012 07:57

Siria. E' morto il premio Pulitzer Anthony Shalid

DAMASCO  - Uno degli inviati più prestigiosi del New York Times, Anthony Shalid, è morto in Siria per un attacco d'asma, probabilmente provocato dai cavalli utilizzati dalle guide che lo accompagnavano nel suo reportage.

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ROMA - Violenti scontri a Jisr al-Choughour, dove l’esercito è stato dispiegato in forze per riprendere il controllo della città nel nordovest della Siria da dove, migliaia di abitanti sono fuggiti negli ultimi giorni.
Stando ad alcune fonti citate dalla Bbc, le truppe entrate oggi a Jirs al-Shughur appartengono alla Quarta divisione corazzata, un’unità di elite comandata dal fratello del presidente siriano Bashar al-Assad, Maher. Jisr al-Shugur, viene descritta dai suoi abitanti in fuga verso la Turchia ormai come una città-fantasma.

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TEL AVIV - Continua ad aggravarsi il bilancio degli scontri sulle alture del Golan, al confine tra Israele e Siria. Secondo la tv di Damasco, sono 18 al momento i dimostranti filo-palestinesi uccisi dai militari israeliani, tra questi tra queste una donna ed un bambino e si parla di almeno 225 persone rimaste ferite.

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LONDRA - È stato arrestato dalle autorità siriane, senza nessuna accusa formale, all’aeroporto di Damasco, il 12 maggio scorso, mentre stava per imbarcarsi per Londra. Da quel momento del giovane attivista per i diritti umani Amjad Baiazy, siriano ma residente in Gran Bretagna, si sono perse le tracce. Oggi compie 30 anni, ma li festeggerà in cella.

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DAMASCO - La protesta siriana non ha sosta. A Homs alcuni attivisti per i diritti umani hanno denunciato la morte di 9 persone e il ferimento di una decina nella sola giornata di oggi. La gente scende in piazza, per le strade, si da appuntamento sui social network. E nemmeno la forza dell’esercito è capace di bloccare questa folla di esseri umani che chiede più democrazia. Le forze di sicurezza sono entrate ieri a Jasem, un piccolo paese vicino Daraa. Fonti locali parlano di 3 persone uccise, razzie e saccheggi. Video mostrano soldati siriani appostati su tetti delle scuole.

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Giovedì, 05 Maggio 2011 17:58

Siria. Il dilemma di una risoluzione ragionevole

ROMA - L’attenzione della comunità internazionale si è spostata, nel corso delle ultime settimane, sul versante siriano delle proteste di piazza.

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ROMA - Ieri sera a Ballarò il sindaco di Verona, Flavio Tosi in risposta al Ministro della Difesa,  Ignazio La Russa, si schiera apertamente contro alcune decisioni della politica estera adottata negli ultimi tempo dal Governo, su tutti il conflitto in Libia.

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DAMASCO - Ore drammatiche quelle che si stanno vivendo in Siria. La città è sottoassedio e secondo quanto riportato da alcune fonti le vittime sarebbero 500 dall’inizio della rivolta. Il regime di Bashar al-Assad ha schierato l’esercito e la città di Daraa è rimasta senza cibo. Manca acqua, elettricità e le principali comunicazioni sono state interrotte.

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DAMASCO - Questa notte centinaia di manifestanti sono stati picchiati dalle forze di polizia nella città di Homs, a nord del paese.

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DAMASCO - Il viso perennemente abbronzato del ministro dell'informazione siriano Mohsen Bilal appare in serata sugli schermi della tv panaraba al Arabiya per informare «i gentili telespettatori» che «a Damasco e nelle altre città del Paese la situazione è calma». In sovrimpressione appare invece la scritta «notizia urgente» che riferisce della morte di tre cittadini della capitale caduti sotto il fuoco delle forze di sicurezza governative e della chiusura dell'intero quartiere periferico da parte di agenti in tenuta anti-sommossa. È la fotografia di una nuova giornata di drammatiche notizie non confermate di decine di morti e di silenzi e smentite da parte delle autorità, che continuano a negare quanto invece appare ormai a fiumi sui video amatoriali pubblicati sulla Rete. A Samnin, villaggio a nord di Daraa, epicentro delle proteste senza precedenti nel sud del Paese, si parla di oltre venti morti, uccisi mentre cercavano di forzare il blocco delle forze di sicurezza, schierate a impedire che i residenti delle varie località dell'Hawran, di cui Daraa è capoluogo, affluissero in quella che è stata già ribattezzata «la porta della liberazione». Circa cinque ore dopo i presunti sanguinosi scontri tra residenti e forze dell'ordine a Samnin, un'indiscrezione di stampa attribuita a una non meglio precisata fonte ufficiale, informava della «morte di dieci dimostranti» nel villaggio del sud. A essere sotto assedio ormai non è più soltanto Daraa ma anche altre località dell'Hawran: testimoni oculari riferiscono di un ingente dispiegamento di militari dell'esercito, a cui sarebbe stato affidato il compito di gestire i posti di blocco agli ingressi di tutte le località coinvolte, che sarebbero una decina. Alle forze speciali guidate da un cugino del presidente e ai reparti speciali della polizia è invece affidato - sempre secondo le testimonianze che giungono non confermate dal sud della Siria - il lavoro 'sporco', entrare nei centri abitati e stanare i rivoltosi, disperdere i cortei, sparare a vista e ad altezza uomo.

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