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ROMA - Arriva in Senato un ddl che sbarra la strada a del voto a quei soggetti senza personalità giuridica e senza statuto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

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 Renzi cerca la rissa Ormai non vi è giorno che in interviste, dichiarazioni,carta stampata, televisione, twitter e chi più ne ha più  ne metta non spari a zero contro Bersani, a volte nominandolo, a volte facendolo capire. E non solo contro di lui come ha fatto a proposito di possibili candidati nella corsa alla Presidenza della Repubblica. Ha infatti preso di mira Franco Marini e Anna Finocchiaro,  " rottamandoli " in malo modo, ricorrendo  attacchi personali che lasciano il segno e suscitano indignazione non solo delle<due personalità offese ma di chi ancora considera che la lotta politica non può superare limiti della decenza. In particolare- come dice Cesare Damiano, quando si tratta non di avversari ma di persone  che rappresentano lo stesso partito.Non ce ne una  che vada bene al sindaco di Firenze, tornato, più di prima, peggio di prima,il rottamatore numero uno. E nel mirino mette tutti coloro che con il segretario del Pd hanno a che fare. Non solo. Se qualcuno gli risponde  fa la vittima, si ritiene insultato.

Ogni giorno un 'accusa contro Bersani

Così è avvenuto quando Bersani da lui messo sotto accusa perché  avrebbe perso tempo in questa complessa vicenda che riguarda il governo del Paese e il nuovo Presidente della Repubblica. Non sarebbe stato dignitoso da parte del segretario del Pd ,sempre a detta di  Renzi .insistere nel cercare un dialogo, un rapporto con Cinque Stelle.  Bersani si è risentito, non ha insultato il sindaco di Firenze, ha solo sottolineato che " neppure mio padre potrebbe mettere in discussione la mia dignità". Ma Renzi non ha mollato. Ha mostrato il viso corrucciato, da ragazzino incolpevole., stile Fonzie con il giubbetto., quello indossato per andare in trasmissione con la De Filippi. Sono stato insultato, ha gridato ai quattro venti. Qualche giorno prima aveva accusato, "Roma " leggi Bersani di aver telefonato per non farlo eleggere dal Consiglio regionale toscano come uno dei grandi elettori del Capo dello Stato. E ancora nel suo mirino il direttore dell'Unità, reo  per un titolo del giornale in cui si affermava che  Renzi era contrario ad un eventuale governo Bersani. La pura verità, ma, in stile censorio, il sindaco di Firenze aveva inveito contro Sardo accusandolo di orchestrare campagne contro di lui .Non bastava. Matteo-Fonzie  ha preso di mira Franco Marini e Anna Finocchiaro, personalità che compaiono nelle numerose " rose"di candidati alla Presidenza della Repubblica che compaiono sui giornali.

Matteo-Fonzie, delirio da onnipotenza

Ormai in preda da una sorta di " delirio da onnipotenza" , Matteo Renzi, mentre Bersani , il segretario del suo partito  è impegnato in  colloqui molto difficili per individuare un candidato/a che raccolga il massimo dei consensi, mette il veto su questo o quello e, di fatto , rminaccia una spaccatura nel gruppo parlamentare del Pd, chiamando a  raccolta, di fatto, i cosidetti renziani.. Ora si capisce perché il sindaco di Firenze l'abbia presa a male la sua esclusione  dai grandi elettori, decisa, secondo prassi, dal Consiglio regionale della Toscana. Non si trattava di una questione " di prestigio" come ha tentato di far \credere , mi avrebbe fatto piacere, ha detto. Ma, in realtà, di una  sorta di controllo " in loco" degli eletti renziani. Così come Grillo e Casaleggio controllano gli eletti  di Cinque stelle. E fa sapere con una lettera a  Repubblica che Marini deve essere escluso dalla " rosa". Non è un nome "potabile", fa parte della "casta", non è stato eletto nelle recenti elezioni in Abruzzo, il fatto che sia cattolico non è una buona ragione per una candidatura. E un no anche nei confronti di Anna Finocchiaro, anch'essa fa parte della " casta" e poi ha ricordato che c'è una foto in cui si vede la ex presidente dei senatori del Pd accompagnata dalla scorta mentre va a fare la spesa.  E, grave reato, un uomo della scorta avrebbe addirittura spinto il carrello.Che dire? Miserie umane, niente a che fare con la politica, anche con gli scontri, i confronti, che possono aversi. Non risulta in alcun modo che Marini abbia avanzato la richiesta di candidatura in quanto cattolico.  Il fatto di non essere stato eletto  non è< un reato. Sarebbe stato eletto se fosse stato capolista, ma lui stesso aveva lasciato questo ruolo alla ex presidente della Provincia de L'Aquila.

La senatrice del Pd: "Un attacco miserabile, ignobile"

Per quanto riguarda Anna Finocchiaro lasciamo a lei la risposta. "Non mi sono mai candidata a nulla. Conosco bene i miei limiti e non ho mai avuto difficoltà ad ammetterli. Ho sempre servito le istituzioni in cui ho lavorato con dignità e onore, e con tutto l'impegno di cui ero capace, e non metterei mai in difficoltà né il mio Paese, né il mio partito. Trovo che l'attacco di cui mi ha gratificato Matteo Renzi sia davvero miserabile, per i toni e per i contenuti". Trovo inaccettabile e ignobile - prosegue - che (simile attacco, ndr) venga da un esponente del mio stesso partito. Sono dell'opinione che chi si comporta in questo modo potrà anche vincere le elezioni, ma non ha le qualità umane indispensabili per essere un vero dirigente politico e un uomo di Stato". Già grave di per sé, ci mancava l'intervento di una deputata, la renziana  Simona Bonafè , assidua frequentatrice di programmi tv nei quali davvero non eccelle, anzi,che testualmente afferma: "Penso che con la politica dell'insulto non si vada molto lontano - afferma - se dire le cose in faccia, dirle " L'impudenza non ha davvero limiti. Ma il gioco che trasforma chi insulta nell'insultato, tipico di Renzi, ha le gambe corte. Come le bugie.

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