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ROMA - L’inquinamento del suolo è uno dei più gravi problemi del nostro pianeta. Spesso nella percezione comune un ambiente contaminato viene immediatamente associato al problema dell’inquinamento atmosferico e delle acque, sottovalutando invece l’inquinamento del suolo. 

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Lunedì, 02 Maggio 2016 11:14

Clima. Wwf si appella al G7: vietare il carbone

ROMA - Stop immediato a ogni tipo di finanziamento pubblico volto allo sviluppo tecnologico di nuovi impianti a carbone; divieto o graduale eliminazione di sostegni pubblici, per le centrali elettriche a carbone, a tutti i tipi di sostegno all''esportazione; impegnarsi pubblicamente a eliminare le centrali a carbone nei propri Paesi, in vista dell''obiettivo globale della decarbonizzazione. Sono le richieste del Wwf in vista del vertice del G7 di Ise-Shima in Giappone (26-28 maggio). 

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BRISBANE (AUSTRALIA)  – La Grande Barriera Corallina australiana ha raggiunto un livello di sbiancamento mai raggiunto prima, con solo il 7 per cento dei coralli non toccato dagli effetti devastanti dei cambiamenti climatici. 

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Dopo la risoluzione votata oggi dal Parlamento Europeo che propone il rinnovo dell’autorizzazione per il glifosato per altri 7 anni le associazioni chiedono al Governo, in vista dei prossimi appuntamenti europei di mantenere ferma la posizione dell’Italia contraria al rinnovo

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ROMA - Con intere pagine a pagamento su tutti i quotidiani nazionali di oggi, Eni comunica agli italiani: ”chi ci conosce davvero sa che salute, sicurezza e ambiente sono la nostra priorità assoluta” e la pubblicità Eni continua così “ solo tra il 2009 e il 2015 abbiamo investito 6,1 miliardi di euro in salute, ambiente, sicurezza e bonifiche”.

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Venerdì, 08 Aprile 2016 13:40

Sporco petrolio. La lunga scia della corruzione

I numeri e le storie dell'altra faccia dell'oro nero dell'inquinamento e del malaffare. Scarica il dossier completo

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ROMA - Un incidente scomodo a pochi giorni dal referendum del 17 aprile sulle trivellazioni in mare nel nostro Paese e passato in sordina: una marea nera che si è riversata domenica 13 marzo sulle coste delle isole Kerkennah, nella regione di Sfax in Tunisia.


Legambiente ha chiesto al Governo di intervenire affinché si faccia chiarezza sull’entità dei danni e sulle responsabilità.In Italia l’unica testata a riportarne la notizia è stato ieri il sito Greenreport, che sottolinea come l’arcipelago delle Kerkennah sia a soli 120 chilometri a sud di Lampedusa.

L’incidente, infatti, è stato praticamente ignorato dalla stampa, escluso qualche sito tunisino che riporta che i ministeri tunisini della Salute e dell’Ambiente hanno aperto un’inchiesta per chiarire le responsabilità della società Thyna Petroleum Services, a cui sarebbe imputabile il danno. E’ stato messo in pratica il programma nazionale d’intervento rapido e, secondo le autorità tunisine, la situazione sarebbe sotto controllo e il danno relativo. Ma per la società civile che risiede sull’isola, di cui sono stati ricoperti di greggio tre chilometri di spiaggia, è invece una vera e propria catastrofe ecologica e sociale. Le conseguenze dell’incidente sono, infatti, drammatiche per la popolazione dell’arcipelago che vive essenzialmente di pesca.mnbnb.jpg

“Non occorrono incidenti del genere per dimostrare che le attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi possono avere un impatto rilevante sull’ecosistema marino - commenta la presidente di Legambiente Rossella Muroni - ma questi episodi drammatici fanno purtroppo da ulteriore monito sulle possibili conseguenze delle attività delle piattaforme. Anche le attività di routine possono, peraltro, rilasciare sostanze chimiche inquinanti e pericolose nell’ecosistema marino, come olii, greggio, metalli pesanti o altre sostanze contaminanti, con gravi conseguenze sull’ambiente circostante. Senza considerare - aggiunge la presidente di Legambiente, impegnata in questi giorni nella battaglia referendaria a favore del Sì al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni entro le 12 miglia dalle nostre coste - che i mari italiani sono mari 'chiusi' e un eventuale incidente nei pozzi petroliferi offshore o durante il trasporto di petrolio sarebbe fonte di danni incalcolabili con effetti immediati e a lungo termine su ambiente, qualità della vita e con gravi ripercussioni gravissime sull’economia turistica e della pesca”.

 

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ROMA - Inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo, esposizioni chimiche, cambiamenti climatici e radiazioni ultraviolette.

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ROMA -  La quantità di diossina, pg I-WHO/mq giorno 790 e 220 pg I-WHO/mq giorno, che si è registrata a Taranto nei mesi di novembre 2014 e febbraio 2015 è il livello più alto che si sia mai registrato in Europa e si tratta di un dato secondo solo a quello del tragico incidente di Seveso. 

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11 tappe, da Novara a Cosenza, per parlare di rigenerazione urbana e smart city, monitorare l’inquinamento atmosferico e acustico, sensibilizzare i cittadini e rilanciare tante buone pratiche anti-smog. 

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