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Si annuncia una epidemia mondiale dopo i 22 morti del batterio killer. Ancora una volta sarà la Novartis a salvare il mondo!

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ROMA - È trascorsa una settimana dal primo caso di “Escherichia coli” (E.coli), il batterio intestinale che ha provocato 18 vittime, 17 delle quali in Germania e una in Svezia. L’ultimo caso riguarda una donna ottantaquatrenne di Amburgo, la città epicentro dell’epidemia. Aumentano anche i ricoveri da dissenteria emorragica. Il focolaio resta in Germania, dove i “contaminati” sono stimati in più di 1.500. A questi casi se ne devono aggiungere quasi 500 tra Svezia, Gran Bretagna, Olanda, Danimarca e Spagna, per un totale di circa 2000 casi.

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ROMA - L'epidemia provocata dal batterio Escherichia Coli che ha colpito diversi Paesi europei, in primis la Germania, è stata generata da un ceppo mai rilevato prima.

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BERLINO - Sale a nove il bilancio delle vittime in Germania a causa del contagio da batterio E. Coli. Oggi, infatti, le autorità sanitarie tedesche hanno annunciato tre nuovi decessi sospetti collegabili al batterio, mentre casi di contagio si sono verificati anche in altri sei paesi europei. Al momento, in Italia non sono stati registrati casi di contagio da E. coli anche se, in via precauzionale, l'Istituto superiore di sanità (Iss) ha attivato i propri sistemi di sorveglianza. La situazione, ha inoltre rassicurato il commissario europeo responsabile per la salute e le politiche dei consumatori, John Dalli, è sotto «costante monitoraggio». Ad ogni modo, ad oggi, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non raccomanda alcuna restrizione per i viaggi o il commercio con la Germania, dove sono stati notificati i casi letali di sindrome uremico-emolitica (Hus) provocati dal batterio E.Coli.

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