Sabato, 15 Ottobre 2016 13:25

Roma. Addetto alla pulizia selvaggiamente picchiato. La polizia arresta gli autori

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ROMA - Avevano violentemente aggredito il dipendente di una sala slot – addetto alla sicurezza – riducendolo in fin di vita. L’episodio accadde la notte dello scorso 22 luglio in via di Torrenova. Le indagini, affidate agli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Casilino, hanno permesso di individuare tutti i responsabili di quello che è stato un vero e proprio pestaggio.

La vittima, un cittadino del Senegal di 42 anni, causa le gravi ferite riportate è stato ricoverato con una successiva prognosi di 40 giorni.

Gli investigatori – coordinati dal dr. Fabio Abis – partendo dalle videocamere di sorveglianza hanno ricostruito la dinamica dell’accaduto; inequivocabili le immagini dalle quali è emersa la violenza degli aggressori nei confronti dell’uomo con contestuali frasi minacciose a sfondo razziale.

I poliziotti, appena è stato possibile, hanno anche ascoltato la vittima, la quale ha raccontato che il tutto era nato per un diverbio causato dal comportamento di alcuni noti clienti, dovuto al loro stato psicofisico evidentemente alterato dall’abuso di sostanze alcoliche.

L’uomo, in qualità di addetto alla sicurezza del locale, aveva invitato alla calma i presenti, i quali in risposta lo aggredirono; nonostante la sua notevole stazza fisica, non potè nulla solo contro 5. Con una violenza inaudita venne atterrato e ripetutamente colpito con calci, pugni ed uno sgabello, anche quando ormai era a terra esanime.

Gli investigatori, analizzando minuziosamente tutte le immagini del pestaggio sono riusciti ad identificare i responsabili; 4 di loro infatti erano già noti alle forze di Polizia in quanto pregiudicati e tutti parenti.

Si tratta infatti di 4 fratelli ed un cugino residenti nel quartiere Casilino.

D.R.A. di 48 anni, D.R.D. di 28, D.R.M. di 32, D.R.A. di 19 (unico incensurato) e S.D. di 22, quest’ultimo cugino, sono stati rintracciati questa mattina; a tutti è stato notificato l’ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma.

Dovranno rispondere del reato di tentato omicidio in concorso, aggravato dai futili motivi e con finalità di odio razziale.

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