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Mercoledì, 06 Aprile 2011 19:08

Tremonti: "L'Italia si tassi per aiutare Milano"

ROMA - L’ultima proposta del Ministro dell’Economia Tremonti è agghiacciante. In un paese come l’Italia spaccato ed economicamente diviso non si era ancora sentito che le regioni meno ricche dovessero tassarsi per aiutare chi sta meglio ma oggi, a margine del Salone del Risparmio di Milano, Tremonti ha lanciato l’idea di una fiscalità di favore da concedere alla città della madonnina per favorire l’attrattività nei confronti delle imprese, in particolare finanziarie.

La proposta lanciata dal geniaccio di Via XX settembre è riassunta in una sola frase: "Facciamo shopping di regimi fiscali applichiamo in Italia un regime di favore fiscale per le attivita' finanziarie che c'e' in altri paesi. Se e' buono la' forse e' buono anche qua. Applichiamo a Milano il regime fiscale che per esempio c'e' in Irlanda, per un po' di tempo e condizioni date. Mettiamo la bozza sul sito del ministero, se va bene andiamo avanti, se no la correggiamo, critiche e idee sono benvenute".

Riassumendo la situazione dopo aver rifiutato una fiscalità di favore a L’Aquila per mancanza di fondi il Governo vorrebbe concederla a Milano, tale strana disparità sarebbe da addebitare, secondo le lingue più malevole alla differenza di appartenenza dei due sindaci (del PD l’aquilano Cialente e del PDL la meneghina Moratti).

Tra le ovvie reazioni di sdegno che hanno rincorso l’annuncio vi segnaliamo quanto hanno dichiarato Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo e Andrea Cozzolino, vice capo delegazione eurodeputati Pd: "Forse si tratta di un pesce d'aprile ritardato? Purtroppo e', invece, la proposta invereconda lanciata dal ministro Tremonti, 'sgravi fiscali per chi investe a Milano'".

"Siamo alla spudorata declinazione dell'iniquita'. Tremonti e la Lega ci propongono una politica economica di disprezzo verso il Mezzogiorno, pervicacemente determinata a far i ricchi piú ricchi ed i poveri piú poveri. E l'Italia cosí va a fondo, con buona pace del Tricolore pur osannato con emozione".

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MILANO – Lui, Alexandre Rodrigues da Silva, detto Pato – perché lì è nato -, poco più di un fanciullo, anche se già con tanti soldi. Fino a qualche tempo fa, ogni volta che segnava un gol, disegnava con le mani un cuoricino e lo indirizzava a Stefany Brito, una moglie da cui si è separato dopo nove mesi di matrimonio, dovendo però sganciare 57 mila euro al mese di mantenimento. Dopo qualche mese che il ragazzo si è limitato ad esultare e basta, ora il suo sguardo e i suoi gesti si indirizzano di nuovo verso gli spalti – sempre quelli per vip, ovviamente -, si mette una mano sul cuore, nella sua semplice simbologia amorosa, e inneggia al soggetto attuale della sua felicità: Barbara, primogenita di secondo letto del padrone, cioè di Silvio Berlusconi.

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MILANO – Un Milan che non ha scintillato vince il derby della Madonnina con un penalty procurato e trasformato da Ibra. Benitez aveva avuto l’idea di schierare Materazzi con tutta la sua esperienza per cercare di fermare lo svedese; non è stata una grande idea. Al primo lancio lungo dei rossoneri, Matrix se lo perde subito, insieme a Chivu, cadono entrambi in area e la gamba destra del trentasettenne difensore trascina per le terre il corpaccione dell’ex interista. Rigore e gol decisivo di Ibra.

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