Le celle solari in perovskite si confermano tra le tecnologie più promettenti per rivoluzionare il settore dell’energia solare, grazie a costi contenuti e prestazioni elevate. Tuttavia, uno dei principali ostacoli alla loro diffusione su larga scala resta la stabilità nel tempo, soprattutto in condizioni ambientali reali.
Un importante passo avanti arriva da una collaborazione internazionale che coinvolge il Karlsruhe Institute of Technology, il DESY e il KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma. I ricercatori hanno identificato i meccanismi microscopici responsabili del degrado delle perovskiti, aprendo la strada a soluzioni innovative per aumentarne la durabilità.
Il problema del ciclo termico: il nemico invisibile del fotovoltaico
Uno dei principali fattori di deterioramento delle celle solari in perovskite è rappresentato dal cosiddetto ciclo termico. Nel corso di una giornata, un pannello fotovoltaico può essere sottoposto a forti escursioni termiche, passando da temperature molto basse durante la notte a picchi elevati nelle ore più calde.
Questi continui sbalzi provocano stress nella struttura cristallina del materiale, compromettendo progressivamente le prestazioni delle celle. Il risultato è un degrado precoce che limita l’applicabilità industriale di questa tecnologia.
La soluzione: “ancore molecolari” per stabilizzare la struttura
Per affrontare questo problema, il team di ricerca ha sviluppato un approccio innovativo basato sull’introduzione di “ancore molecolari” progettate per stabilizzare la struttura cristallina della perovskite.
Queste ancore agiscono a livello microscopico, rafforzando il materiale e riducendo gli effetti negativi degli sbalzi termici. Il risultato è una maggiore resistenza alle condizioni ambientali reali, elemento cruciale per l’installazione su larga scala.
Celle solari tandem: il futuro dell’energia solare
Lo studio si concentra in particolare sulle celle solari tandem, una tecnologia avanzata composta da più strati sovrapposti che permette di sfruttare meglio lo spettro della luce solare, aumentando significativamente l’efficienza energetica.
Come sottolinea Peter Müller-Buschbaum, docente presso la Technical University of Munich:
“Il futuro del fotovoltaico è il tandem. Comprendere i meccanismi microscopici del degrado ci consente di sviluppare moduli solari altamente efficienti e sufficientemente robusti per decenni di utilizzo all’aperto.”
Verso moduli solari più efficienti e durevoli
Grazie a questa ricerca, il fotovoltaico compie un passo decisivo verso la realizzazione di moduli in perovskite più stabili, efficienti e competitivi. La possibilità di garantire una lunga durata operativa rappresenta infatti una condizione fondamentale per contribuire concretamente agli obiettivi climatici globali.
L’innovazione delle ancore molecolari potrebbe quindi accelerare la transizione energetica, rendendo le celle solari in perovskite una soluzione concreta per un futuro sostenibile.



