Biodiversity Gateway Venezia: apre al pubblico il nuovo hub

Venezia si conferma capitale internazionale della ricerca ambientale con l’apertura al pubblico del Biodiversity Gateway, un innovativo centro dedicato alla conoscenza e alla tutela della biodiversità.

Il progetto, coordinato dal CNR-ISMAR nell’ambito del National Biodiversity Future Center, sarà inaugurato sabato 28 marzo presso la Palazzina Canonica, offrendo un’esperienza immersiva tra scienza, educazione e divulgazione.

Un centro permanente per la biodiversità a Venezia

L’apertura del Biodiversity Gateway rappresenta un passo strategico per avvicinare la ricerca scientifica ai cittadini. Il nuovo spazio nasce con l’obiettivo di creare un ponte tra scienza e società, promuovendo la conoscenza della biodiversità italiana e sensibilizzando sull’importanza della sua tutela.

Situato in uno dei contesti ambientali più delicati e simbolici al mondo, Venezia diventa così un laboratorio a cielo aperto per la sostenibilità, grazie a un centro pensato per coinvolgere pubblico, istituzioni e comunità scientifica.

Dalla scienza globale al coinvolgimento dei cittadini

L’inaugurazione del Gateway arriva al termine dell’International Symposium Transformative Ocean Science, che ha riunito oltre 400 esperti provenienti da 23 Paesi, 59 istituzioni di ricerca e 13 organizzazioni internazionali, consolidando il ruolo della città lagunare come hub globale per le scienze marine.

Durante la giornata inaugurale, prevista per sabato 28 marzo, si alterneranno momenti istituzionali e attività aperte al pubblico. La mattina sarà dedicata agli interventi di rappresentanti delle istituzioni e della comunità scientifica, mentre nel pomeriggio il centro aprirà le sue porte ai visitatori con:

  • installazioni immersive
  • laboratori didattici
  • percorsi di divulgazione scientifica
  • visite guidate per tutte le età

Le attività sono progettate per coinvolgere diversi target, con l’obiettivo di trasformare la conoscenza scientifica in consapevolezza concreta.

Una rete nazionale per la biodiversità

Il Biodiversity Gateway di Venezia si inserisce in una rete nazionale già avviata, che comprende il centro di Palermo e nodi territoriali attivi a Roma, Napoli, Lecce e Fano. Un sistema diffuso pensato per valorizzare le specificità locali e rafforzare la cultura della sostenibilità su scala nazionale.

Secondo il presidente del CNR, Andrea Lenzi, la biodiversità rappresenta una risorsa strategica per il Paese e richiede un impegno condiviso basato su conoscenza scientifica, responsabilità e partecipazione attiva.

Venezia hub globale per le scienze ambientali

L’apertura del Gateway rafforza ulteriormente il ruolo di Venezia come punto di riferimento internazionale per la ricerca ambientale e marina. Il centro si inserisce infatti nel quadro delle politiche europee per la tutela degli ecosistemi, contribuendo agli obiettivi del Patto degli Oceani promosso dalla Commissione Europea.

Come sottolineato dal direttore del Cnr-Ismar, Mario Sprovieri, il Biodiversity Gateway rappresenta una vera e propria “porta di accesso” al mondo della biodiversità, capace di connettere scienza, innovazione e società.

Educazione, innovazione e sostenibilità

Il progetto si distingue per il suo approccio integrato, che unisce ricerca scientifica, educazione ambientale e innovazione tecnologica. Il Gateway è infatti concepito come uno spazio dinamico, capace di evolvere nel tempo e di rispondere alle sfide ambientali contemporanee.

Per Luigi Fiorentino, l’apertura al pubblico segna una nuova fase di maturità del Centro, trasformandolo in un luogo di incontro tra ricerca, territorio e cittadini.

Una visione condivisa anche dal direttore scientifico NBFC, Massimo Labra, che evidenzia come la tutela della biodiversità passi necessariamente attraverso il coinvolgimento attivo della società.

Un ponte tra ricerca e futuro

Con il Biodiversity Gateway, Venezia si dota di uno spazio unico nel panorama italiano ed europeo, capace di rendere accessibile la scienza e di promuovere una nuova cultura ambientale fondata su dati, evidenze e partecipazione.

In un’epoca segnata da cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, iniziative come questa rappresentano un investimento concreto nel futuro del pianeta, trasformando la conoscenza in azione e i cittadini in custodi consapevoli del territorio.

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