Blog di Caterina Carbonardi

Mi chiamo Caterina Carbonardi e sono  Life & Business Coach – Associated Certified Coach presso La International Coaching Federation. PIU' INFO

Mercoledì, 02 Marzo 2016 12:50

Non solo coaching: perdonare per andare avanti

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Cosa succede quando un evento subito, come un torto, genera risentimento e non si riesce più a vivere.

Saper perdonare è una opportunità per gli altri o per noi stessi? 

Al contrario, cosa può generare dentro noi il “non perdono”?

Saper perdonare è una possibilità utile, data prima di tutti a noi stessi, vuol dire  uscire da uno stato di malessere, per potersi rigenerare e pensare ai propri obiettivi personali. Significa liberarsi da un morsa di pensieri che ci attanaglia, che ci distrae e che, liberandoci da un passato doloroso, ci permette di recuperare la propria energia vitale e dedicarci alle nostre cose più importanti. Uscire dal ruolo di vittima, per prendere in mano decisioni importanti e andare avanti, ci renderà più forti, tanto forti da poter perdonare. Continuare a sentirsi vittima, è rimanere incastrati nell’energia negativa dell’evento accaduto. La chiave per uscire da questo vortice di pensieri, che ti trattengono sull’evento e sulla persona che ti ha generato il dolore, è non provare rancore. Questo libera, anche se ognuno deve avere il suo tempo per poterlo maturare, ma non troppo a lungo!

Qualunque evento ti abbia ferito, liberarsi dal rancore e la rabbia nei confronti della persona ti darà l’opportunità di ricominciare e andare avanti.  

La mancanza di perdono genera rabbia e odio, in alcuni casi blocca in uno stato di malessere devastante, ci rende schiavi del torto subito (a volte solo immaginato, oppure ingigantito fino alla creazione di un mostro) e non importa quanti anni passino, rimarrà sempre dentro a condizionarci l'esistenza.

Generare piani di vendetta, spesso solo immaginari, per soddisfare il proprio orgoglio ferito, può essere molto dispendioso e totalmente inutile. Si vive per avere una falsa soddisfazione, non per la rinascita. Il giusto tempo di elaborazione contiene anche il giusto periodo per sentirsi arrabbiati, ma che non sia in eterno!

Tutto ciò è un ostacolo alla nostra vera realizzazione. 

Ovviamente parlo di quegli eventi per cui vale la pena chiedersi quanto vale la pena restare intrappolati in questi meccanismi.

E se invece fossimo in grado di prendere tutta questa energia, tutto questo fermento per rivolgerlo in qualcosa di utile per noi? Potrebbe essere di maggiore soddisfazione riuscire a sanare l’orgoglio ferito e fare di più e meglio in un nuovo progetto sfidante?

Non si tratta di buonismo, ne di essere buoni con gli altri, ma con noi stessi. Non permettere al dolore di intrappolarci e non farci andare avanti per troppo tempo.

Ma attenzione, Il perdono altresì non prevede sempre una riconciliazione. Non è detto che il perdono porti sempre a riunirsi a chi ti ha provocato il dolore. Spesso ti aiuta a voltare pagina, perché la tua attenzione non è più sull'evento subito e non più sulla persona che lo ha provocato, che ormai fuori della tua vita sceglierai di non farla rientrare.  

Il perdono uno strumento utile per lasciar andare ciò che non ti appartiene più.

Il perdono non cambia il passato, ma apre le porte a nuove possibilità!

Caterina Carbonardi

Business Coach – Associated Certified Coach presso International Coaching Federation

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