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ROMA – Come definire la faccia di Alessandro Sallusti in chiave metaforica? Ci sono varie alternative, quella più gentile è definirla “tosta”, “faccia tosta”. Oramai il personaggio ci ha abituato a tutto ma il titolo di oggi del foglio della real casa arcoriana supera qualsiasi immaginazione: “Penati salvato dal gip”. Già, proprio così. Il giudice per le indagini preliminari ha ammesso che esistono gravi indizi di colpevolezza per l’ex collaboratore di Pierluigi Bersani ma i reati sono prescritti e quindi è impossibile proseguire nel giudizio.

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Monta la protesta dentro il Pdl.  Sindaci, presidenti di provincia e governatori regionali della destra la giudicano “iniqua e dannosa per il Paese”. Ma il superministro economico li guarda dall’alto in basso mentre Calderoli vuole tassare evasori ed extracomunitari

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Litigano su tutto. Berlusconi ricatta la Lega ma afferma che troveranno la “quadra”. Dovrebbero andarsene a casa e invece lasciano il Paese marcire con la disoccupazione giovanile più alta d’Europa

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Scenario catastrofico per Berlusconi e Bossi. Se si votasse oggi non raggiungerebbero il 34% dei consensi. Pagano la loro incapacità di governo e l’ iniquità delle politiche economiche di Giulio Tremonti

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ROMA - Il cerchio cpntinua a stringersi nella villa bunker del Colonnello Muammar Gheddafi, anche se di lui per ora non ci sono tracce.

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ROMA - Tanto tuonò che piovve. La portata sociale negativa di questa paventata manovra trova un'ulteriore quanto importante espressione negativa in quella Rappresentanza sociale e religiosa rappresentata dalla Chiesa di Roma. Laicismo e ingerenza negli affari di Stato questa volta sono superati dal buonsenso, sia civile che Religioso.

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Oramai anche i miliardari come Warren Buffet la giudicano necessaria. Un’imposta straordinaria sui grandi patrimoni, che in Italia colpirebbe il 20% delle famiglie più ricche. Il suo gettito sarebbe di 200 miliardi di euro

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Manovra destinata ad essere modificata in Parlamento. Il premier assicura che il contributo di solidarietà ci sarà, tenendo però conto dei carichi familiari. Non sarà modificato il massacro dei dipendenti pubblici, moderni pellerossa soggetti ad una pulizia etnica

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Lunedì, 15 Agosto 2011 00:06

Tremonti e lo sterminio degli statali-kulaki

Il furore ideologico, da patriziato arcaico, caratterizza ogni virgola di una manovra classista, che non intacca di un euro i grandi patrimoni e i grandi evasori. In compenso colpisce alla cieca un po’ di ceto medio e la massa dei dipendenti pubblici

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ROMA – Leggendo le anticipazioni sulla manovra che questa sera è stata approvata dal consiglio dei ministri si ha una dimostrazione lampante – qualora ce ne fosse ancora bisogno – dell’inadeguatezza di questa maggioranza e di questo governo. Ci voleva un Paese sull’orlo del baratro e due anni di grida d’allarme degli economisti e delle forze politiche di opposizione perché il tributarista Giulio Tremonti si accorgesse della necessità di una lotta senza quartiere all’evasione fiscale e inasprisse le sanzioni per i negozianti che non emettono lo scontrino (i cui esercizi potranno ora essere chiusi d’autorità alla prima verifica). Come ciò si possa accordare con la norma appena varata in base alla quale un commerciante che ha subito una verifica fiscale non può riceverne una seconda nei sei mesi successivi lo stesso tributarista dovrebbe ora spiegarlo agli italiani.

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