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ROMA - Il caso della ragazza della scuola media di Udine svenuta in classe dopo 48 ore di diguno a causa di problermi economici dovrebbe far riflettere.

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MILANO - Dopo il tentativo di rinnovamento nella politica, la classe dirigente più vecchia d'Italia si trova nel mondo economico, dove il record è fatto segnare dalle banche, con l`età media dei presidenti e degli amministratori delegati dei principali gruppi italiani che è di 69 anni, mentre hanno in media una età di 62 anni i presidente di tutte le associazioni di impresa operanti nell'industria, nel commercio, nell'artigianato, nei servizi e nell'agricoltura.

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ROMA - "Vecchie e poche idee", sono quelle messe in campo per affrontare la crisi. E' quanto afferma  il presidente della Coldiretti Sergio Marini a proposito del  report sull'età media della classe dirigente italiana nel tempo della crisi, presentato nel corso dell'Assemblea dei giovani della Coldiretti e realizzato in collaborazione con l'Università della Calabria.

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ROMA – Nessuno lo aveva mai visto, così, in versione soft. Sorridente, accomodante, tollerante. Antonio di Pietro ha subito una vera e propria metamorfosi. Nell’ultimo dibattito parlamentare, per la fiducia sul decreto sviluppo, ha esordito ringraziando il Presidente del Consiglio per l’ascolto benigno che vuole concedere alle opposizioni. Lui, il magnate di Arcore, ascolta e poi va addirittura a sedersi vicino all’ex rullo compressore di Mani pulite. Soltanto qualche mese fa esordiva: “Lei, Presidente, è uno stupratore della democrazia”, producendo l’irato sdegno del premier e quello delle sue truppe cammellate.

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ROMA – Ai pirati berlusconiani non è riuscito l’ultimo assalto, quello che avrebbe comportato un ricco bottino: il fallimento dei referendum indetti dall’Idv e da altre organizzazioni ecologiste, fra i quali c’è quello pericolosissimo, per Berlusconi, del legittimo impedimento. L’avevano studiata in punto di diritto, manomettendo, con un meccanismo che non ha convinto i giudici della Corte di Cassazione, il quesito referendario ma senza optare per una scelta definitiva contro il nucleare. In realtà, con il provvedimento manipolativo approvato dalla maggioranza, si era solamente posticipata l’individuazione dei nuovo siti, collegandola a future e ipotetiche indagini sulla sicurezza da approntare in ambito comunitario. Insomma, una vera e propria rapina ai danni di un diritto costituzionale, sancito dall’articolo 75.

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MILANO - Milano è la porta d'accesso al potere berlusconiano. Dopo il primo turno delle elezioni comunali, e la sorpresa di Giuliano Pisapia (48%) che va al ballottaggio con più consensi di Letizia Moratti (41,6%), quella porta non è più blindata. Non è stata aperta, ma da oggi è socchiusa e qualche chiavistello ha ceduto. È la sorpresa maggiore di questo primo turno elettorale che ha chiamato alle urne quasi 13 milioni di elettori ma con i riflettori accessi su quattro Comuni capoluogo come Torino, Milano, Bologna, Napoli. E proprio Torino e Bologna vanno al centrosinistra al primo turno, con Napoli al ballottaggio con il candidato del Pdl Giovanni Lettieri che se la vedrà con l'outsider di Idv-Fds, Luigi De Magistris.

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ROMA – “Ti faccio cadere, non ti faccio cadere”, Bossi sfoglia la margherita in attesa di chiarire a se stesso se aprire la crisi di governo o meno. L’Esecutivo è nel marasma generale ma, fra le nebbie caotiche del berlusconismo, si scorgono scenari impensabili, forse ciambelle di salvataggio sulla missione in Libia che finirebbero per coprire l’incapacità mostrata dal premier nel gestire tutta la partita della guerra libica.

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ROMA – Proprio il giorno dopo le esternazioni del Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso sulle intercettazioni, un altro sherpa del Pdl ha presentato un progetto di legge sulle intercettazioni, l’ennesimo bavaglio all’informazione.

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La questione morale nell'Italia dei Valori, lanciata nei giorni scorsi da Luigi De Magistris ed altri esponenti movimentisti contro la gestione del partito di Antonio Di Pietro, trova oggi una nuova sponda in Paolo Flores D'Arcais, direttore di "Micromega". Flores interviene, con una lettera aperta a Di Pietro, in merito ai risultati del sondaggio avviato nei giorni scorsi dal sito web della rivista. Risultati che davano conforto, fino a ieri sera, a chi a chi considerava "più che ragionevole" l'allarme sulla questione morale, con quasi l'80% dei voti.

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La madre (e il padre) di tutti i "ribaltoni" fu il passaggio di Giulio Tremonti con il magnate di Arcore nel marzo del 1993. Era stato eletto con la lista di Mariotto Segni, avversa alla destra. Da allora, Berlusconi e i suoi Capezzoni non fanno che gridare al "golpe" in caso di ribaltoni. Accusando perfino la sinistra di "doppia morale"

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