NAPOLI - Nel generale dibattito sul tema delle liberalizzazioni stenta ancora a trovare spazio quello relativo all'ambito musicale.

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Alla “Terrazza” di Ronta di Firenze

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La mamma di Michael Jackson aveva chiesto il divorzio da suo marito perché non sopportava più che, anche invecchiando, continuasse a comportarsi come un donnaiolo.  Joe non aveva voluto andar via dalla tenuta di Encino e Katherine, pur vivendo separata da lui, lo vedeva quasi ogni giorno, sebbene di lontano.

Michael, da poco rientrato da una tournée insieme ai  fratelli, più faticosa che esaltante, aveva bisogno di prendersi una pausa: sperava quello fosse l’ultimo tour. Non erano mancate tensioni e il re del pop avvertiva, suo malgrado, che  Tito, Jackie e gli altri  erano gelosi del suo successo, bastava un nonnulla a farli esplodere. Ma lui, se la sua stella li oscurava, che poteva farci? Non ne aveva colpa! Jacko si sentiva solo. Il telefono squillò mentre  era in queste riflessioni.

Agli inizi degli anni ottanta Michael Jackson si era comprato per duecentodiecimila dollari un appartamento di lusso, con tre camere da letto e tre bagni, in un quartiere elegante di Encino. Sua madre aveva voluto collaborare all’acquisto, malgrado il figlio non avesse bisogno di danaro, con 35.000 dollari messi insieme a fatica e Jacko, che in famiglia si fidava esclusivamente di lei, pensò bene di intestare la casa a tutti e due.  

Venerdì, 19 Agosto 2011 11:23

Jacko, il naso di Cirano - racconto decimo

“Off the wall” aveva venduto venti milioni di copie nel mondo: traguardo mai raggiunto coi fratelli,  Michael Jackson da solo rendeva molto di più.  Il sodalizio con Quincy Jones funzionava: produttore esperto, comprensivo, affettuoso, che gli dava massima fiducia. Tutto l’opposto di suo padre, diverso anche da Berry Gordy, che preferiva le persone servili, Quincy sceglieva invece canzoni proposte dallo stesso Michael .

Torna a Roma il 25 Luglio nella cavea dell’Auditorium Parco della Musica, Lou Reed, nell’ambito della rassegna Luglio Suona Bene 2011, per proporre un viaggio nella sua musica in cui ripercorrerà anche buona parte del suo repertorio della fine degli anni '70

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Domenica, 17 Luglio 2011 08:59

Ligabue. 120.000 innamorati in un sol colpo

REGGIO EMILIA -  "Di fronte al mio successo provo due sentimenti: da una parte la gratitudine verso chi mi dà il successo dall'altra la paura di non essere all'altezza di un amore simile. Come faccio per esempio a ricambiare quei 50 ragazzi che si sono accampati qui una settimana fa, stando in un prato in mezzo alle zanzare? L'unico modo che ho è alzare l'asticella della mia creatività". Luciano Ligabue  si confessa prima dell'inizio di Campovolo 2.0, il mega concerto che ha richiamato120 mila fan. Una festa che dura tre giorni.

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ROMA - Sul palco di Nel Nome Del Rock, il festival di concerti rock - organizzato dall’associazione omonima Nel Nome Del Rock - che ogni anno, nei primi giorni di Luglio si svolge a Palestrina, in provincia di Roma, si sono esibiti, rispettivamente i The Great Fire Of Rome, i Plastic Made Sofa e gli Spiritual Front. Il risultato è stata una serata all’insegna della buona musica e di ottime performance da parte di tutti e tre i gruppi.

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Negli anni sessanta l’America si caratterizzava per la recrudescenza delle discriminazioni razziali, negli Stati del sud il senatore George Wallace proponeva leggi penalizzanti gli afroamericani. Alle Olimpiadi di Città del Messico, nel 1968,  gli atleti di colore Tommie Smith e John Carlos, vincitori della gara dei 400 metri, durante la cerimonia di premiazione diedero vita a una delle più clamorose proteste della storia dei Giochi olimpici: sul podio scalzi, ascoltarono l’inno nazionale a capo chino, sollevando un pugno guantato di  nero, simbolo del movimento di liberazione che rifiutava la prassi nonviolenta di Martin Luther King, le “Black Panthers”.

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