La politica della speranza non paga. L’opposizione parla troppo senza concretizzare nulla

ROMA – Se continuiamo di questo passo solo a Berlusconi rimarrà la licenza di “uccidere” se stesso. Gli orticelli vengono prima dell’interesse pubblico e di questo ci viene data prova ogni giorno. Casini, che si esprime sovente in tandem con le esternazioni di Marcegaglia-Confindustria, tenta di attribuirsi più importanza e “numeri” di quanti possa avere.

La politica della speranza non paga. L’opposizione parla troppo senza concretizzare nulla

ROMA – Se continuiamo di questo passo solo a Berlusconi rimarrà la licenza di “uccidere” se stesso. Gli orticelli vengono prima dell’interesse pubblico e di questo ci viene data prova ogni giorno. Casini, che si esprime sovente in tandem con le esternazioni di Marcegaglia-Confindustria, tenta di attribuirsi più importanza e “numeri” di quanti possa avere.

La politica della speranza non paga. L’opposizione parla troppo senza concretizzare nulla

ROMA – Se continuiamo di questo passo solo a Berlusconi rimarrà la licenza di “uccidere” se stesso. Gli orticelli vengono prima dell’interesse pubblico e di questo ci viene data prova ogni giorno. Casini, che si esprime sovente in tandem con le esternazioni di Marcegaglia-Confindustria, tenta di attribuirsi più importanza e “numeri” di quanti possa avere.

La politica della speranza non paga. L’opposizione parla troppo senza concretizzare nulla

ROMA – Se continuiamo di questo passo solo a Berlusconi rimarrà la licenza di “uccidere” se stesso. Gli orticelli vengono prima dell’interesse pubblico e di questo ci viene data prova ogni giorno. Casini, che si esprime sovente in tandem con le esternazioni di Marcegaglia-Confindustria, tenta di attribuirsi più importanza e “numeri” di quanti possa avere.

La politica della speranza non paga. L’opposizione parla troppo senza concretizzare nulla

ROMA – Se continuiamo di questo passo solo a Berlusconi rimarrà la licenza di “uccidere” se stesso. Gli orticelli vengono prima dell’interesse pubblico e di questo ci viene data prova ogni giorno. Casini, che si esprime sovente in tandem con le esternazioni di Marcegaglia-Confindustria, tenta di attribuirsi più importanza e “numeri” di quanti possa avere.

Pier Ferdinando Casini

“Attilio Piccioni, uno dei più grandi democristiani del dopoguerra e vice presidente del Consiglio con De Gasperi, divideva i politici in energumeni e calmi, mostrando preferenza per questi ultimi, più adatti a governare un paese complesso come l’Italia. In quale di queste due categorie collochereste il ministro Brunetta?”

Pier Ferdinando Casini

“Attilio Piccioni, uno dei più grandi democristiani del dopoguerra e vice presidente del Consiglio con De Gasperi, divideva i politici in energumeni e calmi, mostrando preferenza per questi ultimi, più adatti a governare un paese complesso come l’Italia. In quale di queste due categorie collochereste il ministro Brunetta?”

Pier Ferdinando Casini

“Attilio Piccioni, uno dei più grandi democristiani del dopoguerra e vice presidente del Consiglio con De Gasperi, divideva i politici in energumeni e calmi, mostrando preferenza per questi ultimi, più adatti a governare un paese complesso come l’Italia. In quale di queste due categorie collochereste il ministro Brunetta?”