La Grecia è disposta a vendere, non a svendere. Londra si defila

La Grecia comincia a discutere del massiccio piano di privatizzazioni richiestogli dalla trimurti costituita dalla Banca Centrale Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Unione Europea. Ammonta a 4 miliardi la richiesta ma Atene si impegnerà perché si possa attuare una valorizzazione e non una svendita.  

La Grecia è disposta a vendere, non a svendere. Londra si defila

La Grecia comincia a discutere del massiccio piano di privatizzazioni richiestogli dalla trimurti costituita dalla Banca Centrale Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Unione Europea. Ammonta a 4 miliardi la richiesta ma Atene si impegnerà perché si possa attuare una valorizzazione e non una svendita.  

La Grecia è disposta a vendere, non a svendere. Londra si defila

La Grecia comincia a discutere del massiccio piano di privatizzazioni richiestogli dalla trimurti costituita dalla Banca Centrale Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Unione Europea. Ammonta a 4 miliardi la richiesta ma Atene si impegnerà perché si possa attuare una valorizzazione e non una svendita.  

La Grecia è disposta a vendere, non a svendere. Londra si defila

La Grecia comincia a discutere del massiccio piano di privatizzazioni richiestogli dalla trimurti costituita dalla Banca Centrale Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Unione Europea. Ammonta a 4 miliardi la richiesta ma Atene si impegnerà perché si possa attuare una valorizzazione e non una svendita.  

Grecia, la lotta e la manovra

ROMA – I cittadini continuano a non digerire le durissime manovre che il Governo, sollecitato o forse costretto dalla trimurti finanziaria (Fmi, Ue e Bce)  vorrebbe imporre, continua anche oggi l’occupazione dei principali ministeri, con la presenza di presidi all’ingresso degli edifici del governo.

Grecia, la lotta e la manovra

ROMA – I cittadini continuano a non digerire le durissime manovre che il Governo, sollecitato o forse costretto dalla trimurti finanziaria (Fmi, Ue e Bce)  vorrebbe imporre, continua anche oggi l’occupazione dei principali ministeri, con la presenza di presidi all’ingresso degli edifici del governo.