Teatro Vascello. “Don Giovanni” di Moliére, da non perdere. Recensione

ROMA  –  “Caro signor padrone… la vita che menate è da briccone!” Con tale ardire temerario, in un vortice di lirismo ed irresistibile ironia, il servitore Sganarello – Leporello nella versione dapontiana –, al termine della sua cavatina si rivolgeva al padrone, Don Giovanni, nella versione operistica di Wolfgang Amadè Mozart.

Teatro Vascello. “Don Giovanni” di Moliére, da non perdere. Recensione

ROMA  –  “Caro signor padrone… la vita che menate è da briccone!” Con tale ardire temerario, in un vortice di lirismo ed irresistibile ironia, il servitore Sganarello – Leporello nella versione dapontiana –, al termine della sua cavatina si rivolgeva al padrone, Don Giovanni, nella versione operistica di Wolfgang Amadè Mozart.

Teatro Vascello. “Don Giovanni” di Moliére, da non perdere. Recensione

ROMA  –  “Caro signor padrone… la vita che menate è da briccone!” Con tale ardire temerario, in un vortice di lirismo ed irresistibile ironia, il servitore Sganarello – Leporello nella versione dapontiana –, al termine della sua cavatina si rivolgeva al padrone, Don Giovanni, nella versione operistica di Wolfgang Amadè Mozart.

Teatro Vascello. “Don Giovanni” di Moliére, da non perdere. Recensione

ROMA  –  “Caro signor padrone… la vita che menate è da briccone!” Con tale ardire temerario, in un vortice di lirismo ed irresistibile ironia, il servitore Sganarello – Leporello nella versione dapontiana –, al termine della sua cavatina si rivolgeva al padrone, Don Giovanni, nella versione operistica di Wolfgang Amadè Mozart.