
ROMA – E’ finito in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, l’uomo di 57 anni denunciato dalla moglie e dalla figlia dopo 2 anni di minacce e maltrattamenti.
L’ultimo episodio è stato fatale per l’aggressore che si era scagliato dapprima contro la moglie ritenuta colpevole di non aver sbrigato le faccende domestiche a regola d’arte e poi, quando la figlia aveva provato a difendere la madre, aveva colpito la ragazza diciottenne, procurandole diverse fratture mascellari e al setto nasale.
I carabinieri, giunti sul posto, hanno accertato che l’uomo da sempre impediva alla moglie e alla figlia di invitare gente minacciando di ucciderle con gli ospiti.
Le costringeva a pulire casa senza che né lui né i figli maschi, uno maggiorenne e l’altro ancora minore, potessero fornire aiuto. L’ultima aggressione, è scaturita proprio dal fatto che il figlio maschio avrebbe detto al padre di non voler aiutare le donne perché le faccende domestiche non lo riguardavano.
L’uomo a quel punto, vista la reazione della sorella, si è scagliato contro quest’ultima ritenuta colpevole anche di non volerlo fare accedere nella sua stanza. I militari dell’Arma, quando sono giunti sul posto, hanno visto la ragazza con il viso insanguinato, tumefatto nella parte sinistra, l’occhio sinistro gonfio e parzialmente chiuso.
Stando al recente rapporto stilato da Rashida Manjoo, relatore speciale sulla violenza contro le donne delle Nazioni Unite, ogni giorno in Europa, sette donne vengono uccise dai loro partner e in Italia nel 2011 sono morte 127 donne, il 6,7% in più rispetto al 2010. Di questi omicidi, 7 su 10 sono avvenuti dopo maltrattamenti o forme di violenza fisica o psicologica.



