Lunedì, 18 Novembre 2013 14:33

Qatar. Amnesty denuncia sfruttamento lavoratori imprese costruzioni

Scritto da
Rate this item
(0 votes)

ROMA - In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha rivelato come il settore delle costruzioni in Qatar sia dominato da abusi e i lavoratori, impiegati in progetti multimilionari, subiscano gravi forme di sfruttamento. Nel contesto dell’imminente costruzione degli stadi che ospiteranno i Mondiali Fifa del 2022, il rapporto di Amnesty International descrive la complessita’ delle catene d’appalto e denuncia diffusi e regolari abusi nei confronti dei lavoratori migranti, in alcuni casi vere e proprie forme di lavoro forzato. 

 

‘Non si puo’ assolutamente scusare che in uno dei paesi piu’ ricchi del mondo cosi’ tanti lavoratori migranti siano sfruttati senza pieta’, privati del salario e abbandonati al loro destino’ – ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International.  ‘Le imprese di costruzione e le stesse autorita’ del Qatar stanno venendo meno al loro dovere nei confronti dei lavoratori migranti. I datori di lavoro mostrano un impressionante disprezzo per i loro diritti umani basilari e molti approfittano del clima permissivo, nonche’ della scarsa applicazione delle tutele, per sfruttare i lavoratori del settore delle costruzioni’ – ha aggiunto Shetty.  I migranti impiegati nel settore delle costruzioni in Qatar lavorano spesso per piccole e medie imprese che prendono subappalti dalle grandi compagnie, le quali talvolta non riescono a garantire che i lavoratori non vengano sfruttati.  ‘Le imprese devono assicurare che i migranti impiegati nei progetti di costruzione non siano sottoposti ad abusi. Dovrebbero intervenire prima e non limitarsi ad agire quanto gli abusi vengono portati alla loro attenzione. Chiudere un occhio su qualunque forma di sfruttamento e’ imperdonabile, soprattutto quando in questo modo si distruggono i mezzi di sussistenza e la vita stessa delle persone’ – ha proseguito Shetty. 

Il rapporto, basato su interviste a lavoratori, datori di lavoro e rappresentanti del governo, descrive un’ampia serie di abusi nei confronti dei lavoratori migranti, tra cui il mancato pagamento dei salari, condizioni durissime e pericolose di lavoro e situazioni alloggiative sconcertanti. I ricercatori di Amnesty International hanno anche incontrato decine di lavoratori intrappolati in Qatar senza via d’uscita, poiche’ i loro datori di lavoro gli stavano impedendo da mesi di lasciare il paese. 

‘I riflettori del mondo resteranno puntati sul Qatar da qui ai Mondiali Fifa del 2022, offrendo al governo un’opportunita’ unica per mostrare al mondo che prende sul serio i suoi impegni in materia di diritti umani e puo’ costituire un modello per il resto della regione’ – ha rimarcato Shetty.  

Il rapporto di Amnesty International fa luce sull’inadeguatezza della legislazione a tutela dei lavoratori migranti, peraltro aggirata regolarmente da molti datori di lavoro. L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto dunque il rafforzamento delle norme vigenti e la fine del sistema dello ‘sponsor’, che impedisce ai lavoratori migranti di lasciare il paese o di cambiare impiego senza il permesso del loro datore di lavoro. Il rapporto di Amnesty International, inoltre, mette in evidenza le prassi seguite dalle imprese di costruzione, alcune delle quali considerano normale violare gli standard a tutela dei lavoratori. La discriminazione nei confronti dei lavoratori migranti – la maggior parte dei quali proviene dall’Asia meridionale e sudorientale – e’ un fenomeno comune. I ricercatori di Amnesty International hanno udito il direttore di un’impresa di costruzione chiamare i suoi lavoratori ‘gli animali’. 

 

Le ricerche di Amnesty International hanno rivelato come alcuni dei lavoratori che avevano subito abusi erano stati assunti da imprese che avevano preso subappalti da compagnie globali come Qatar Petroleum, Hyundai E&C e OHL Construction.   L’organizzazione per i diritti umani ha contattato diverse grandi imprese per segnalare i casi che aveva documentato. Molte hanno espresso seria preoccupazione e alcune hanno detto di aver a loro volta compiuto indagini. Una ha affermato di aver deciso di migliorare il sistema di ispezioni sul lavoro.   Le risultanze del rapporto di Amnesty International alimentano i timori che nella costruzione dei principali impianti, compresi quelli che potrebbero essere di cruciale importanza nello svolgimento dei Mondiali Fifa del 2022, i lavoratori potranno essere sottoposti a sfruttamento. 

 

In un caso, i lavoratori di un’impresa che fornisce materiali fondamentali per un progetto legato alla costruzione di quello che sara’ il quartier generale della Fifa, hanno subito gravi abusi. ‘Venivamo trattati come bestie’, hanno affermato i lavoratori nepalesi assunti dall’impresa, costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno, sette giorni su sette, anche durante i torridi mesi estivi.   Amnesty International ha chiesto alla Fifa di agire con urgenza, insieme alle autorita’ del Qatar e agli organizzatori dei Mondiali del 2022, per impedire questi abusi.  ‘Le nostre ricerche hanno evidenziato un allarmante livello di sfruttamento nel settore delle costruzioni in Qatar. La Fifa ha il dovere di dire forte e chiaro che non tollerera’ abusi nei progetti di costruzione relativi ai Mondiali di calcio’ – ha ribadito Shetty. ‘Il Qatar sta ricorrendo in misura ragguardevole ai lavoratori migranti per sostenere il boom delle costruzioni e la popolazione del paese aumenta di 20 unita’ all’ora. Molti migranti arrivano in Qatar pieni di speranze, che vengono sbriciolate poco dopo l’arrivo. Non c’e’ tempo da perdere, il governo deve intervenire subito per fermare questi abusi’. 

 

Il rapporto di Amnesty International sottolinea casi di sfruttamento che costituiscono lavoro forzato. Alcuni lavoratori hanno dichiarato di vivere nella costante paura di perdere tutto, di essere minacciati di multe, di espulsione o di decurtazione del salario se non si presentano al lavoro, anche quando non vengono pagati. 

 

Di fronte a debiti crescenti e impossibilitati a sostenere economicamente le famiglie a casa, molti lavoratori migranti maturano gravi disturbi psicologici e in alcuni casi arrivano sull’orlo del suicidio.   ‘Dimmi, ti prego: c’e’ un modo per uscire fuori da qui? Stiamo diventando completamente matti!’ – ha detto ad Amnesty International un lavoratore nepalese che non veniva pagato da sette mesi e al quale da tre mesi veniva impedito di lasciare il Qatar.   Il rapporto di Amnesty International documenta ancora casi di lavoratori ricattati dai datori di lavoro. I ricercatori dell’organizzazione per i diritti umani hanno visto coi loro occhi 11 uomini firmare documenti di fronte a funzionari del governo in cui dichiaravano il falso – ovvero, di aver ricevuto il salario – per riavere indietro i passaporti e poter cosi’ lasciare il Qatar. 

 

Molti lavoratori si sono lamentati delle cattive condizioni di salute e a proposito degli standard di sicurezza, denunciando in alcuni casi la mancata fornitura dei caschi protettivi. Un rappresentante del principale ospedale della capitale Doha ha dichiarato nel corso dell’anno che, nel 2012, oltre 1000 persone erano state ricoverate nel reparto traumatologico dopo essere cadute dalle impalcature. Il 10 per cento dei ricoverati era diventato disabile e il tasso di mortalita’ era definito ‘significativo’.   I ricercatori di Amnesty International hanno anche trovato lavoratori migranti in alloggi squallidi e sovraffollati, senza aria condizionata, circondati da rifiuti e da fosse biologiche scoperte. Alcuni campi erano privi di corrente elettrica e molti uomini vivevano senza acqua potabile. 

 

Amnesty International ha chiesto al governo del Qatar di cogliere l’opportunita’ di assumere la leadership regionale nel campo della protezione dei diritti dei lavoratori migranti.   Se non verranno adottati provvedimenti immediati e di ampia portata, centinaia di migliaia di lavoratori migranti che verranno assunti nei prossimi anni correranno un rischio elevato di subire abusi’ – ha concluso Shetty. 

Correlati

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cerca nel sito

300x300.jpg

Opinioni

Venezia 2019. Un libro su “I Cannibali”, un premio e un buon bicchiere di vino

Le donne del vino, UNIROMA3 e il Centro Studi di Psicologia dell'Arte e Psicoterapie Espressive per il Premio Gregorio Napoli 

Paola Dei -  Psicologo dell’Arte e Critico Cinematografico SNCCI - avatar Paola Dei - Psicologo dell’Arte e Critico Cinematografico SNCCI

Venezia 76. Pre-apertura con Ecstasy e il primo nudo integrale

VENEZIA - Correva l’anno 1932, il cinema si stava affermando alla grande, le platee si allargavano a vista, ma non era tutto rose e fiori. Non mancavano i problemi: gli...

Sandro Marucci - avatar Sandro Marucci

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]