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Mercoledì, 11 Marzo 2015 11:17

L'Iran vuole trasformare le donne in macchine da figli. La denuncia di Amnesty Featured

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ROMA - Le donne iraniane rischiano di diventare mere ""macchine da riproduzione"", se verranno approvate due proposte di legge all'esame del parlamento di Teheran che porrebbero importanti limitazioni nell'uso dei contraccettivi e alla possibilità che possano accedere al mercato del lavoro se non avranno un figlio.

Lo denuncia un nuovo rapporto diffuso oggi da Amnesty International.Il rapporto, intitolato ""Tu dovrai partorire.  Attacchi ai diritti sessuali e riproduttivi delle donne in Iran"", descrive fino a che punto le autorità iraniane sono disposte ad arrivare per incoraggiare un maggior numero di gravidanze, nel tentativo di aumentare la popolazione del paese, attualmente in declino.""Queste proposte di legge fortificano pratiche discriminatorie e riportano i diritti delle donne indietro di decenni. Le autorità iraniane stanno promuovendo una pericolosa cultura in cui le donne vengono private dei loro diritti più importanti e sono viste come macchine da riproduzione piuttosto che come esseri umani dotati del diritto fondamentale di fare scelte sul loro corpo e sulla loro vita"" ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.""Inoltre, queste proposte rafforzano gli stereotipi discriminatori nei confronti delle donne e segnano un passo senza precedenti nell'interferenza dello stato nella vita delle persone. Nel loro zelante tentativo di proiettare un'immagine di potenza militare e di forza geopolitica aumentando i tassi di natalità, le autorità iraniane stanno calpestando i diritti fondamentali delle donne:  neanche il letto coniugale resta fuori dalla loro portata"" ha proseguito Sahraoui. 

La ""Legge sull'incremento dei tassi di fertilità e sulla prevenzione del declino della popolazione (proposta n. 446)"" mette al bando la sterilizzazione volontaria (ritenuta il secondo metodo più diffuso di moderna contraccezione in Iran) e blocca l'accesso alle informazioni sulla contraccezione, negando alle donne l'opportunità di prendere decisioni informate sulla gravidanza. Sommata alla fine dei finanziamenti al programma di pianificazione familiare, che fino al 2012 aveva consentito a milioni di donne di avere accesso a metodi moderni di contraccezione a costi accessibili, la legge causerà senza dubbio - secondo Amnesty - un maggior numero di gravidanze indesiderate e costringerà molte donne a cercare di abortire in modo insicuro e illegale. La mancanza d'accesso ai profilattici, in precedenza distribuiti negli ambulatori delle città e nei centri rurali per la salute finanziati dal programma di pianificazione familiare, potrebbe provocare un aumento delle infezioni a trasmissione sessuale, compreso l'Hiv. Il provvedimento è stato approvato dal parlamento con una schiacciante maggioranza nell'agosto 2014 ed è ora sottoposto agli emendamenti raccomandati dal Consiglio dei guardiani, l'organismo che deve approvarlo prima che diventi legge.""Attraverso  l'abolizione del programma di pianificazione familiare e il divieto di accedere a servizi fondamentali per la salute sessuale e riproduttiva, le autorità esporranno le donne a gravi rischi per la loro salute e violeranno i loro diritti umani"", ha commentato Sahraoui. ""È di vitale importanza - ha detto ancora che le autorità continuino a finanziare i programmi per la pianificazione familiare, garantendo in questo modo che le donne possano avere accesso a prodotti, servizi e informazioni di qualità sulla contraccezione"". In caso contrario, le donne dovranno portare a termine le gravidanze contro la loro volontà o rischiare la vita e la salute ricorrendo ad aborti insicuri e clandestini, tra i principali fattori della mortalità materna nel mondo.Il secondo provvedimento è la Legge quadro sulla popolazione  e l'esaltazione della famiglia (proposta n. 315), che il parlamento iraniano discuterà ad aprile. La norma rischia di radicare ancora di più la discriminazione, soprattutto nei confronti delle donne che non vogliono o non possono sposarsi e avere figli. La legge impone a tutti gli enti, pubblici e privati, di dare priorità nelle assunzioni in determinati ambiti lavorativi a, nell'ordine:

uomini con figli, uomini sposati senza figli e donne sposate con figli. Rende inoltre più complicato il divorzio e scoraggia gli interventi delle forze di polizia e dei giudici nelle liti familiari, aprendo dunque la strada a maggiori rischi di subire violenza domestica.Attualmente, il codice civile iraniano prevede  che una donna che intende divorziare debba provare che sta subendo ""difficoltà insopportabili"" mentre l'uomo può divorziare senza dover fornire una giustificazione. Gli uomini hanno inoltre il diritto esclusivo di avere almeno due mogli permanenti e a contrarre un numero senza limiti di matrimoni temporanei (sigheh). La proposta di legge incentiva i giudici a non concedere il divorzio offrendo loro dei bonus a seconda di quanti casi riescono a riconciliare.

Redazione

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