Mercoledì, 20 Aprile 2016 08:16

Reporters sans Frontieres: l'Italia perde posizioni per libertà di stampa Featured

Scritto da
Rate this item
(0 votes)

PARIGI - L'Italia perde quattro posizioni nella classifica di Reporters sans Frontieres sulla libertà di stampa nel 2016, scendendo dal 73/o posto del 2015 al 77/o (su un totale di 180 Paesi).

Fra i motivi che - secondo l'organizzazione con base in Francia - pesano sul peggioramento, il fatto che "fra i 30 e i 50 giornalisti" sarebbero sotto protezione della polizia per minacce di morte o intimidazioni. Citati anche "procedimenti giudiziari" per i giornalisti che hanno scritto sullo scandalo Vatileaks. 

Al momento il Paese segnalatopiù virtuoso è la Finlandia, seguita sul podio da Olanda e Norvegia. La classifica è chiusa da Vietnam (175), Cina (176), Siria (177), Turkmenistan (178), Corea del Nord (179) ed Eritrea (180). 
"Tutti gli indicatori della classifica testimoniano un regresso. Molte autorità pubbliche stanno cercando di riprendere il controllo del loro Paese, temendo grandi aperture del dibattito pubblico", ha commentato Christophe Deloire, segretario generale di Rsf. 
Se la situazione si è aggravata in tutte le aree geografiche, il continente americano - in particolare - ha fatto registrare un grande passo indietro soprattutto a causa dell'uccisione di numerosi giornalisti nell'America centrale. In America latina, "la violenza istituzionale (in Venezuela, 139esimo, ed Ecuador, 109) e quella del crimine organizzato (Honduras, 137), l'impunità (Colombia, 134), la corruzione (Brasile, 104), la concentrazione dei media (Argentina, 54) rappresentano i principali ostacoli alla libertà di stampa", ha spiegato Reporter senza frontiere. 
In America del Nord, gli Stati uniti (41) soffrono invece la cyber-sorveglianza e il Canada - che perde dieci posizioni, al 18esimo posto - ha visto la sua situazione degradarsi "durante la fine del mandato dell'ex primo ministro Stephen Harper". 
E così, le Americhe sono finite dietro l'Africa, anche se la zona dell'Africa del Nord e del Medio Oriente resta la regione del mondo in cui i giornalisti sono "più sottoposti a pressioni di ogni sorta". In alcuni paesi in crisi, come Iraq (158), Libia (164) e Yemen (170), "esercitare la professione di giornalista denota coraggio", ha sottolineato Rsf, che ha accolto con favore il miglioramento della situazione in Tunisia (96esima, dopo aver guadagnato 30 posizioni), dove si registra "un consolidamento degli effetti positivi della rivoluzione". 

Correlati

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Cerca nel sito

300x300-picasso.gif

300x300haring.gif

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Opinioni

L’artista dei musei

Enrico Meneghelli, The Picture Gallery in the Old Museum, 1879 (Museum of Fine Arts, Boston)  Nato nel 1853, italiano d’origine, Enrico Meneghelli emigrò negli Stati Uniti facendo di Boston e New...

Giulia Maria Wilkins - avatar Giulia Maria Wilkins

Farmaceutica. La filosofia “Lean transformation” è realtà

ITC Farma investe 5 milioni per una produzione di qualità   L’azienda farmaceutica pontina, leader a livello nazionale nel contract manufacturing, ha deciso di investire nel corso del 2020, altri 5...

Alessandro Ambrosin - avatar Alessandro Ambrosin

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]