Mercoledì, 12 Dicembre 2012 11:48

Roma ha un nuovo museo, l’Aristaios

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ROMA - Martedì 11 dicembre 2012 presso l’Auditorium Parco della Musica è stato inaugurato il Museo Aristaios. L’iniziativa è il frutto dell’accordo di valorizzazione sottoscritto il 22 giugno 2012 fra  il Mibac, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Roma Capitale Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico e Fondazione Musica per Roma e da attuazione a quanto convenuto nella convenzione di acquisto della collezione sottoscritto il 30 novembre 2010.

La Sala del Peduncolo, uno spazio di oltre 300 mq all’interno dell’Auditorium, accoglie in modo permanente le 161 opere acquistate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali dagli eredi del Maestro Giuseppe Sinopoli.

I lavori di riqualificazione ed allestimento, su progetto dello studio Alvisi Kirimoto sono stati realizzati con fondi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il contributo della Camera di Commercio di Roma.

La cerimonia, posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ha visto la partecipazione del Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Federica Galloni, dell’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico, Dino Gasperini, del Presidente della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina e dell’Amministratore Delegato Carlo Fuortes. La collezione è stata illustrata dal Consigliere del Presidente della Repubblica per il patrimonio artistico, Louis Godart.

 

Le 161 opere in esposizione sono prevalentemente ceramiche che coprono un arco cronologico compreso fra il XIX e il III secolo a.C., esemplari della produzione minoica, micenea, geometrica, corinzia, laconica, greco-orientale, attica a figure nere e rosse, italiota a figure rosse e produzioni ceramiche indigene della Daunia (Apulia).

Vengono anche esposti: un vaso in marmo di produzione cicladica (3200-2700 a.C.), vasellame in bronzo etrusco e magno-greco e una serie cospicua di terrecotte dall’età minoica e micenea a quella ellenistica. Si tratta di statuette prevalentemente votive che raffigurano divinità e devoti, ma anche animali (bovini, una colomba). Tra le statuette è da segnalare anche un kouros frammentario di pietra, arcaico, di produzione cipriota.

Di qualità eccezionale gli esemplari riferibili alla produzione attica: sono presenti opere dei principali pittori a figure nere, tra cui Lydos, il Pittore di Lysippides, esponenti della cerchia di Nikostenes, e dei pittori attici a figure rosse, come il Pittore di Syleus e di Eretria. 

I soggetti comprendono temi mitologici, con particolare riferimento al mondo dionisiaco con Dioniso, satiri e menadi; compaiono Centauri in lotta contro i Lapiti, Nike, Zeus, Hera e inoltre Atena in lotta contro i giganti (gigantomachia) ma presente anche in scene di partenza dei guerrieri/eroi per la battaglia o nell’ambiente atletico; diverse sono le raffigurazioni che si riferiscono alle gare atletiche (salto, corsa a piedi e a cavallo, lancio dell’asta) e al mondo eroico (fatiche di Herakles, Odisseo in fuga dall’antro di Polifemo).

Al mondo dionisiaco si ispira prevalentemente anche il repertorio figurativo della produzione italiota a figure rosse, che predilige scene di genere caratterizzate dal corteggio dionisiaco; un altro filone è quello delle raffigurazioni di defunti eroizzati: si tratta di vasi di destinazione esclusivamente funeraria, sottolineata in alcuni casi dal fatto che sono stati realizzati appositamente senza il fondo, risultando quindi privi di funzionalità.

Nel novero dei materiali, si distinguono, fra gli altri, alcuni pezzi insoliti come un cubo di terracotta dipinta a lati concavi di incerta destinazione d’uso, forse un gioco per bambini o una brocchetta di impasto con beccuccio, forse da identificare con un poppatoio.

Ogni periodo è rappresentato da pezzi di eccellenza, non sempre e non solo dal punto di vista estetico, ma in quanto testimonianza di importanti fasi di passaggio che hanno determinato la nascita e lo sviluppo delle diverse culture; opere che contengono il sapere della tradizione ed elementi del nuovo.

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