Mercoledì, 16 Maggio 2012 15:49

Teatro Lo Spazio. Di Notte che non c’è nessuno. Fino al 27 maggio 2012

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ROMA - Dopo l’esordio in forma di lettura scenica al Piccolo Eliseo Patroni Griffi nell’ambito dei lunedì di Artisti Riuniti, debutta al Teatro Lo Spazio dal 9 al 27 maggio 2012, il nuovo spettacolo scritto e diretto da Luca De Bei “Di notte che non c’è nessuno” con David Sebasti, Azzurra Antonacci, Gabriele Granito.


In una notte d’estate lungo i binari in disuso di una ferrovia si ritrovano tre personaggi: una ragazza che vive di espedienti, un ragazzo che vende il suo corpo, un giovane avvocato che nelle fughe notturne in cerca di sesso si porta dietro il figlio di pochi mesi. In preda alle loro contraddizioni spesso tragicomiche, i personaggi sono uniti da un vuoto di valori e di ideali ma anche dal desiderio di un futuro diverso. Mentre le ore scorrono verso un’alba destinata a illuminare le loro vite mutate i tre ci riveleranno il loro bisogno dell’altro, un bisogno profondo di emozioni e sentimenti nel tentativo, disperato, di esistere.

Di Notte che non c’è nessuno
Testo e regia di Luca De Bei
 
con David Sebasti, Azzurra Antonacci, Gabriele Granito

Scene: Francesco Ghisu
Costumi: Sandra Cardini
Disegno luci: Marco Laudando
Aiuto Regia: Fabio Maffei
Foto di scena: Pietro Pesce

Si ringrazia Carta Giovani, Associazione Nazionale per la promozione della mobilita' giovanile nei settori della cultura, dello sport e dello spettacolo


 Luca De Bei:
Nasce a Padova da padre veneto e madre italoamericana. Cresce a Napoli. Si diploma alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova. Come autore e regista debutta nel 1990 a New York con Buio interno a Off Broadway. Tra i suoi testi: Un cielo senza nuvole, I cani davanti alla lepre, La spiaggia (con Maria Paiato), Cacciatori nella neve, Un cuore semplice (dal racconto di Flaubert e ancora con Maria Paiato), Le mattine dieci alle quattro, L’Uomo della Sabbia (tratto dal racconto di E.T.A. Hoffmann). Nel 2001 vince il Premio Flaiano e nel 2002 il Premio Europeo per la Drammaturgia del Festival di Heidelberg. Con Le mattine dieci alle quattro vince il premio Golden Graal per la regia 2010 e il premio LE MASCHERE 2011 come "Miglior Autore di Novità Italiana". Le Mattine dieci alle quattro, è stato in scena a Roma per tre anni consecutivi e sarà a Milano al Teatro Elfo Puccini dal 15 al 20 di maggio 2012. È anche sceneggiatore cinematografico e televisivo.

Intervista a Luca De Bei:
Come nasce questo nuovo testo?
“Di notte che non c’è nessuno” è in realtà una ideale prosecuzione di “Le mattine dieci alle quattro” (premio Le Maschere del Teatro 2011 – Migliore autore di novità italiana), o meglio è un suo completamento. È la faccia opposta della medaglia. Non è un caso che nel primo titolo ci fosse la parola “Mattina” e qui il suo opposto, la  “Notte”. Nel primo testo i tre personaggi si ergevano in qualche modo al di sopra del disagio sociale, erano anime “pure” che cercavano, e in qualche caso trovavano, il coraggio per andare avanti, per resistere, per credere nella forza dei sentimenti. Erano personaggi positivi, in cerca di valori. Infatti il tema portante, nonostante l’argomento “tematico” fosse quello delle morti sul lavoro, era una storia d’amore e anche di amicizia e solidarietà. Qui, in “Di notte che non c’è nessuno” i personaggi sono invece immersi nel disagio, ne fanno parte, addirittura ne sono i responsabili.


Chi sono i protagonisti della vicenda?
Il ragazzo e la ragazza sono dei delinquenti, anche se di piccolo calibro (ma mettono in atto il rapimento di un neonato), il terzo uomo, un avvocato, viene dalla borghesia e “scende” nell’inferno di una notte fatta di violenza e se ne rivela, sorprendentemente attratto e complice. In tutti e tre è palese un vuoto di valori, di ideali. E’ il “non esserci nessuno” del titolo. Le loro anime sono un pozzo vuoto, un gorgo che risucchia l’ambiente esterno, lo vuole possedere, fagocitare, digerire (come il serpente di cui parla il ragazzo, che si nutre solo di prede vive).
Il giovane avvocato rappresenta qui l’ipocrisia di una società che si fonda sulla menzogna, sull’apparenza. Nel corso della storia rischierà di pagar a caro prezzo la sua condotta, e il compromesso fatto per ottenere un lavoro di prestigio (anche se sarà in realtà sbeffeggiato dal suo “dominus”, il suocero). Proviene da una famiglia modesta e crede di poter realizzare un avanzamento sociale sposando la figlia di un noto avvocato. Pur di essere accettato nel mondo che agogna, accetta di diventare padre e di dare al suocero un nipote. La sua natura omosessuale lo spinge perciò a cercare sesso fuori dal nucleo familiare  con giovani ragazzi che si prostituiscono (è risaputo peraltro che la maggioranza dei clienti dei giovani prostituti sono proprio padri di famiglia). Ma questo personaggio è anche una vittima di un sistema che rende i neo-laureati in giurisprudenza schiavi degli studi di avvocatura, che il sottopongono a trattamenti umilianti per il praticantato necessario all’esame di abilitazione alla professione. È’  insomma,un personaggio che sia nel privato che nel pubblico, è sottoposto a pressioni e richieste che rischiamo di farlo “esplodere”.


C’è un filo conduttore che lega i suoi personaggi?
Nei miei testi i personaggi sono in genere ai margini della società: dimenticati, smarriti, manchevoli, orfani, impreparati. Per questo osservano dall’esterno le regole del vivere sociale, e ne possono mettere anche se spesso inconsapevolmente, alla berlina le ipocrisie, le falle, i soprusi. La famiglia non è, a mio avviso, mai stata un vero valore per la società occidentale contemporanea, ma solo un mezzo di controllo, di consumo, di demagogia politica e sociale. La famiglia dell’accezione patriarcale e contadina (ricca di valori e di insegnamenti per i giovani) ha lasciato il posto a un goffo simulacro di nucleo familiare. Eppure, nonostante all’interno delle famiglie avvengano la stragrande maggioranza di violenze fisiche e psicologiche, stupri, delitti, tutti i rappresentanti del consesso civile fanno a gara per elogiare il concetto di famiglia, approvano leggi per la sua tutela, disconoscono ogni altro tipo di unione, di legame, di nucleo familiare. Ritengo invece che l’amicizia, gli affetti, e in primo luogo la solidarietà e l’empatia siano la nostra unica possibilità per un riscatto, per un progresso reale e anche l’unica chance che abbiamo per salvare noi stessi e gli altri dalla catastrofe sociale e ambientale verso cui l’umanità intera (sette miliardi di individui) si sta dirigendo con colpevole indifferenza.

BIO DEGLI ATTORI

David Sebasti
Nato a Buenos Aires, si diploma all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico. Al cinema ha lavorato in: “Il Compagno” dal romanzo  di Pavese regia di F. Maselli, “Il quaderno della spesa” per la regia di Tonino Cervi, “Eleonora D'Arborea” regia di Claver Salizzato, “Cocapop” regia di P. Pozzessere.
Televisione: "LE RAGIONI DEL CUORE”  di L. Manfredi, A. di Francisca e A. Simone, "CUORE" di M. Zaccaro, "La dama delle camelie" di L. Gasparini, "La provinciale" nel ruolo di Paolo Genzano  regia di P. Pozzessere, "Nati ieri" nel ruolo di Marco Captano per la regia di L. Miniero e P. Genovese, "I RIS 3" nel ruolo di Giovanni Verdelli per la regia di P. Belloni e A. Sweet, "Un medico in famiglia 5" Protagonista nel ruolo di Emilio per la regia di I. Leoni, E. Marchetti e F. Giordani , "Il bene e il male" regia di G. Serafini.
In teatro lavora per moltissimi spettacoli diretti da Giancarlo Cobelli. Tra gli altri ha lavorato come protagonista  in:"EVA PERON"di Copi - regia Massimo Belli, “PEER GYNT" OPERAdi Ibsen - regia Alvaro Piccardi, "LA BOTTEGA DEL CAFFE'" di Goldoni - regia Gigi Dall'Aglio, "ANDREAS O I RICONGIUNTI" di Hofmannsthal - regia Giancarlo Cobelli, "L'IDIOTA" di Dovstojevski - regia Gigi dall'Aglio, "RITORNO A CASA" di H. Pinter - regia G. De Monticelli, “FRAMMENTI DI UN DISCORSO AMOROSO”  - regia P. Maccarinelli, “MEDEA LA LUNGA NOTTE” di C. Alvaro, - regia G. Gleijeses, “FEDRA”   3° Edizione - regia M. Sciaccaluga, “COL PASSARE DEGLI ANNI” di D. Vallatico - regia M. Maltauro, “LA COSCIENZA DI ZENO” - regia P. Maccarinelli, "The priest and the clown" (La Mama - New York) - regia D. Ruspoli, “MARLENE”di G. Manfridi - regia.Maurizio Panici, “L’APPUNTAMenTO A LONDRA” - regia.Maurizio Panici, “MEDEA” di Euripide - regia Maurizio Panici.


Azzurra Antonacci
Attrice formatasi fin da bambina come doppiatrice, passa nel giro di pochissimo tempo davanti alla macchina da presa e sopra al palcoscenico. Ha girato come coprotagonista note fiction e film tv tra cui "Le ali della vita" di Stefano Reali, "Il bello delle donne", "Distretto di polizia", lavorando anche nel cinema ("Aria" di V. D'Annunzio, "Il Cielo Cade" dei fratelli Frazzi). Dopo aver conseguito la maturità classica, si laurea con lode secondo il vecchio ordinamento in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo all'Università di Roma Tre, e in seguito si diploma con lode in un Master in Beni culturali. In teatro è scritturata in diversi spettacoli, ed è diretta tra gli altri dai registi Valerio Binasco ("L'Intervista"), Lluis Pasqual ("La Casa di Bernarda Alba").


Gabriele Granito
A quattordici anni debutta come attore lavorando con compagnie teatrali pugliesi. Trasferitosi a Roma dopo il diploma scientifico, prende lezioni private dall’attrice Angela Cavo. Si iscrive a lettere e filosofia e, parallelamente,  inizia a frequentare i laboratori teatrali diretti da Caterina Costantini e con lei arrivano anche le prime scritture teatrali. Ha conseguito la laurea in “Letteratura, Musica e Spettacolo” presso la facoltà di lettere e filosofia de “La Sapienza”. Ha frequentato i corsi dell’ “Atelier Albertazzi” tenuti dal Maestro Giorgio Albertazzi.  In teatro ha lavorato con: Valeria Valeri, Milena Vukotic, Caterina Costantini, Luca De Bei, Marco Carniti, Giorgio Albertazzi, Mario Prosperi, Marco Maltauro. In televisione ha preso parte a spot pubblicitari. E’ protagonista del cortometraggio “Dobbiamo rubare la ricotta” diretto da Francesca Mazzoleni e presentato nel 2011 al “Festival Internazionale del Film di Roma”.


Durata Spettacolo: 1ora e 20min

Teatro Lo Spazio - Via Locri 43 - Rome, Italy
Dal martedì al sabato ore Ore 21,00 – domenica ore 18,30
Biglietto: Ingresso 12 Euro, ridotto 7 Euro, tessera associativa trimestrale 3 Euro
Prenotazioni per il pubblico: tel: 06 77076486 -  0677204149

 

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