Lunedì, 10 Ottobre 2011 13:18

Biennale di Venezia. 41mo festival del teatro, Hamlet di Ostermeier

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VENEZIA - Il 41. Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia inaugura lunedì 10 ottobre premiando la scena tedesca e in particolare Berlino, fra le città al centro del panorama teatrale mondiale. Lo fa con un duplice premio: il Leone d’oro alla carriera attribuito al più giovane artista che la storia della Biennale ricordi, Thomas Ostermeier (d’altronde a capo del più importante teatro tedesco, la Schaubühne, a soli 30 anni) e il Leone d’argento, che la Biennale di Venezia ha istituito per le giovani generazioni, attribuito al collettivo artistico dei Rimini Protokoll. La cerimonia di consegna dei premi aprirà ufficialmente il Festival nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian alle 15.30 di lunedì 10 ottobre (ingresso a inviti).

Alle 20.00 l’appuntamento è al Teatro Goldoni per Hamlet, in prima per l’Italia e per la Biennale il classico dei classici del teatro di tutti i tempi, nella graffiante versione dello stesso Ostermeier. Il quarantaduenne regista tedesco affronta l’immensità del testo shakespeariano con piglio teutonico e privo di timore reverenziale. Condensa i cinque atti in due ore e mezza, traduce – complice il drammaturgo Marius von Mayenburg - la lussureggiante lingua poetica del Bardo nella linearità della prosa tedesca, moltiplica per tre il più celebre e abusato monologo di tutti i tempi, “essere o non essere”, mette in scena il funerale del padre di Amleto (che nel testo originale è già morto prima che l’azione cominci), distribuisce gli oltre venti personaggi tra i sei attori del suo affiatato collettivo, accentuando, nella apparente confusione dei ruoli, la confusione di Amleto e che niente è come sembra, ma soprattutto ribalta l’immagine del “pallido principe” in quella di un giovane grasso e terribile e immerge lo spettacolo in un diluvio di immagini e suoni.


Come sottolineano le note di presentazione dello spettacolo, Shakespeare descrive la corte reale danese come un sistema politico corrotto che diventerà per Amleto un groviglio di paranoie. L’omicidio, il tradimento, la simulazione e la sessualità sono le armi usate nella lotta per conservare il potere. Incapace di affrontare la situazione e combattere le ciniche regole del gioco di corte, Amleto indugia e dirige la sua violenza contro se stesso. La sua capacità di analizzare i pro e i contro diventa un ostacolo insormontabile al raggiungimento dei suoi obiettivi, ed essendo l’ultima persona a farsi scrupoli in un sistema che non ne ha più, è destinato al fallimento. Con al centro il paradosso di un protagonista inetto, l’Amleto è ancora oggi una valida analisi del dilemma intellettuale tra la complessità del pensiero e l’azione politica. La progressiva perdita di contatto con la realtà di Amleto, il suo disorientamento, la manipolazione della verità e dell’identità si riflettono nello stile di recitazione, che mette in primo piano la finzione e il travestimento.


Alla Biennale Teatro Thomas Ostermeier aveva fatto il suo clamoroso esordio italiano nel 1999 con Shopping and Fucking di Mark Ravenhill, presentandosi come il regista campione della nuova drammaturgia - quella post thatcheriana di Sarah Kane, Enda Walsh e lo stesso Ravenhill - con le sue messe in scena adrenaliniche, sprigionanti un’energia fisica che rispondeva ai bisogni delle giovani generazioni. Oggi Ostermeier si confronta anche con i classici del teatro, come Ibsen e Shakespeare, con realizzazioni sceniche a cui non fa mancare il suo tocco graffiante. Fra gli autori più richiesti dai festival internazionali, Ostermeier, oltre ad essere fin dal settembre 1999 regista in residenza e membro della direzione artistica della Schaubühne, è stato artista associato del Festival di Avignone nel 2002 e dallo scorso anno è Presidente del Deutsch-Französischer Kulturrat (DKFR), il consiglio franco-tedesco della cultura. Premiato ripetutamente per i suoi spettacoli - con il Nestroy Prize, il Politika Prize, il Grand Prix de la Critique di Francia, il Barcelona Critics Prize, il premio della critica al festival Kontakt di Torun, nel 2009 Ostermeier è stato nominato Officier des Arts et des Lettres dal Ministro francese della cultura.

 

 

 

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