Bruna Alasia

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

LIDO DI VENEZIA (dal nostro inviato) -  Stasera in Sala Grande  Marco Bellocchio, ha ricevuto dalle mani di Bernardo Bertolucci, il Leone d’oro alla carriera. Parole affettuose che suonavano sincere da parte dei due grandi del cinema, ispirate dalla saggezza di chi la vita l’ha attraversata per tanti decenni. 

Michael, da poco rientrato da una tournée insieme ai  fratelli, più faticosa che esaltante, aveva bisogno di prendersi una pausa: sperava quello fosse l’ultimo tour. Non erano mancate tensioni e il re del pop avvertiva, suo malgrado, che  Tito, Jackie e gli altri  erano gelosi del suo successo, bastava un nonnulla a farli esplodere. Ma lui, se la sua stella li oscurava, che poteva farci? Non ne aveva colpa! Jacko si sentiva solo. Il telefono squillò mentre  era in queste riflessioni.

LIDO DI VENEZIA (dal nostro inviato) -  “Controcampo italiano” è la sezione della Mostra del cinema di Venezia che dal 2009 fa il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema italiano. Quest’anno, nella sezione Controcampo, sono stati presentati 7 lungometraggi narrativi, 7 cortometraggi e 7 documentari, tutti in prima mondiale e tutti in competizione nelle rispettive categorie.

LIDO DI VENEZIA (dal nostro inviato) Brandon è un trentenne che vive a New York, ha successo nel lavoro, una sessualità spinta all’esasperazione e rapporti affettivi rarefatti. All’arrivo di Sissy, la sorella minore,  inquieta e depressa, che si trasferisce a vivere nel suo appartamento alla ricerca di un porto che suo fratello non è in grado di offrirgli, la dipendenza dal sesso di Brandon , fino a quel momento tenuta sotto controllo, esplode e lo costringe a fare i conti con se stesso.

LIDO DI VENEZIA (dal nostro inviato). La legge del mare vuole che si salvi chiunque sia in difficoltà, non parliamo dei pesci ovviamente, ma degli uomini. Un mare che oggi abbonda più di esseri umani disperati che di fauna. Un’isola del Mediterraneo,  Linosa  - ma potrebbe essere Lampedusa o qualsiasi altra -  una storia commovente sul dramma  dell’Italia di oggi, che accoglie per saggezza e respinge per paura. Le autorità che non invitano a rispettare la “legge del mare” e infrangono un codice etico. 

LIDO DI VENEZIA (dal nostro inviato) -  “Questa storia qua” è il  film documentario,  fuori concorso,  sulla vita di Vasco Rossi diretto da Alessandro Paris e Sibylle Righetti.   I materiali sono inediti e Vasco si racconta con accento di semplicità sincera.  Seguendola con attenzione,  “Questa storia qua” è quella di un uomo, con le sue debolezze e il suo talento, non di una rock-star, questo il vero pregio dell’opera.

LIDO DI VENEZIA (dal nostro inviato) -  Al Pacino prima della proiezione di “Wilde Salomé”  ritira nella sala Grande rinnovata con poltrone foderate di marrone,  tipico dei bistrot eleganti di Parigi,   il premio "Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2011", riconoscimento dedicato a una personalità  che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.

LIDO DI VENEZIA (dal nostro inviato) -  Cinemavvenire  fu fondata alla mostra del cinema di Venezia nel 1992  da Gillo Pontecorvo,  Massimo Calanca e  Giuliana Montesanto come iniziativa culturale e poi, nel 1997, come associazione, con Pontecorvo presidente. Oggi il presidente è divenuto Massimo Calanca, il direttore è Paolo Patarca, Giuliana Montesanto è direttrice artistica. Sergio di Lino direttore editoriale. E tanti altri responsabili a cui  deve la vita l’  esperimento creativo: Valentina Renzopaoli, Guido Massimo Calanca, Carmen Rossi, Laura Neri, Sara Cerri.

LIDO DI VENEZIA (dal nostro inviato). “Carnage” (cioè Massacro) di Roman Polanski è una riduzione della pièce di Yasmina Reza (Il dio del massacro,  appena pubblicato da Adelphi). La storia racconta di  due coppie borghesi di Brooklyn,  i cui figli undicenni si sono picchiati di santa ragione: uno in particolare ha rotto due denti all' altro.  Adesso i genitori vorrebbero ricomporre la questione in modo  civile.

LIDO DI VENEZIA (dal nostro inviato) - Non è il David Cronenberg di sempre, chi si aspettasse le allucinazioni de “La mosca” o di “Inseparabili”, resterebbe deluso.

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