Marco Marian

Marco Marian

Domenica, 09 Febbraio 2014 20:58

5.…...Via!

Non cambiava mai nulla, tutto era sempre così schifosamente uguale. A distanza di un altro anno, le cose per Orazio non avevano preso una direzione differente. Era senza vie di uscita, tutto sembrava tenerlo rinchiuso in quella sfera di cristallo, indistruttibile.

Mercoledì, 29 Gennaio 2014 14:51

4. Lo scorrere del tempo

ROMA - Il sole quel giorno era alto; un bel giorno per essere dicembre, stranamente caldo, quasi primaverile. Pietro stava cercando di chiamare il cugino ma questo non si faceva sentire. Orazio nel frattempo aveva avuto la brillante idea di andare per qualche settimana in Spagna dove aveva vissuto per qualche tempo in precedenza per ritrovare i suoi vecchi amici.

Lunedì, 20 Gennaio 2014 08:29

Scambio e convenienza (terza parte)

 

In quel posto Orazio imparò tante cose a livello umano che tutt’ora porta con sé. Chissà se queste persone, che vivono come nel passato, senza luce, senza gas, senza riscaldamento, senza televisione, senza nulla, riusciranno a resistere fino alla fine dei loro giorni, circondati da un tipo di vita consumistica che arriva anche in quei posti tramite alcuni turisti proponendo comodità facili e veloci.

Sabato, 11 Gennaio 2014 14:58

Scambio e convenienza ( seconda parte)

 

Una ragazza, una mattina in treno, lo aveva completamento rapito; era lei, quella che aveva sempre sognato per i suoi viaggi. La conobbe con una scusa, e da quel momento i due iniziarono a frequentarsi. Orazio però non sapeva ancora che questa ragazza, Lara, aveva già qualcuno con cui condividere i suoi sogni. Cominciarono ad uscire, a conoscersi lo stesso. A Lara piacevano le stesse cose che interessavano lui; era piena di tatuaggi e ad Orazio questo piaceva, anche perché erano tutti belli.

Domenica, 05 Gennaio 2014 11:41

Scambio e convenienza (prima parte)

Mi ricordo che Orazio odiava le discoteche, però amava fare festa, andare ai concerti punk e conoscere sempre nuove cose, soprattutto quelle che il sistema voleva tener nascoste. Nei suoi anni precedenti a quelli universitari, Orazio aveva già conosciuto il mondo dello “sballo” fatto di droghe e di alcool, ed ora era cresciuto e non lo interessava più di tanto perché tramite le sue varie esperienze aveva capito tante cose.

Domenica, 29 Dicembre 2013 11:02

Speranza e conoscenza (seconda parte)

Quanti pensieri gli attraversavano la testa, quanto scorreva veloce il tempo e nel contempo quanto sembrava lungo ogni attimo. A volte aveva paura, o meglio direi angoscia. L’angoscia infatti non è paura per qualcosa di definito, di determinato, ma anzi è paura per qualcosa che non si può definire. Orazio pensava alla morte, Orazio aveva paura della morte e questo pensiero, in certe notti a volte malinconiche, lo tormentava mettendolo alle strette con se stesso e con le sue risposte.

Sabato, 21 Dicembre 2013 07:40

Speranza e conoscenza (prima parte)

Il tempo sembrava non passare mai, ogni ora che passava, ad Orazio sembravano giornate intere. Il tempo così mal vissuto era il segno dell’inesorabile voglia di fuggire. Ma come? Dove? … Intanto mancavano due giorni al nuovo anno e tutti i conoscenti di Campanin avevano come al solito trovato cosa fare, tutti eccetto lui.

Venerdì, 13 Dicembre 2013 19:20

Vita da giovani (Parte seconda)

Terminato il ricco pranzo nel giro di dieci minuti, Orazio prova a chiamare il suo unico amico, che poi è suo cugino Pietro, detto Pedro, 30 anni, laureato all’ accademia di Belle Arti di Venezia e ora disoccupato da due anni, che poi sono quelli che hanno seguito la laurea. “Ehi! Allora?- disse Orazio- tutto a posto? Che fai?”. “Si dai, solito.. ehh…Ho appena finito di mangiare - rispose Pietro - e tu?” “Io? Io niente.. che facciamo? Andiamo a fare un giro? “Si può fare dai, ma dove?” rispose Pietro sempre con il suo solito tono da cane bastonato. “Che ne so, tu vieni e poi ci penseremo!” replicò Orazio come al solito infastidito da questo atteggiamento di costante precarietà esistenziale del cugino. 

Venerdì, 06 Dicembre 2013 18:20

Vita da giovani (parte prima)

“Orazio è pronto!” Disse la madre. Orazio nel frattempo era in camera sua, avvolto nei suoi pensieri, in cerca di una soluzione per far passare ancora una volta quel pomeriggio che sembrava non finire mai. “Orazio!! A tavolaa!!” Ripeté ancora una volta la madre, alzando ancora di più il tono della voce.

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