Sabato, 03 Novembre 2012 14:02

Ilva. Continua lo sciopero dei lavoratori e il presidio, ma quasi nessuno ne parla

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TARANTO- Cresce la protesta sia in fabbrica, spinta dalla determinazione e dalla compattezza degli operai del MOF (Movimento Ferroviario), dove è morto il giovane Claudio Marsella, che in città, dove cittadini e associazioni si stanno stringendo intorno agli scioperanti.

I lavoratori riunitesi in assemblea hanno deciso di proseguire lo sciopero almeno fino alle 7 di martedì 6 novembre. E’ stato anche organizzato un presidio giorno e notte davanti ai cancelli della fabbrica. Lo sciopero di tutti i dipendenti dello stabilimento dell’ ILVA,  indetto dal coordinamento regionale dell’USB  Lavoro Privato Puglia, unitamente all’USB ILVA, è iniziato il 30 ottobre, a seguito del drammatico incidente avvenuto durante la fase di aggancio di una motrice ai vagoni, che ha causato la morte di Marsella. Alla protesta, che in alcuni reparti come quello del MOF ha avuto un'adesione del 100%, - annuncia l’Unione Sindacale di Base- la dirigenza aziendale ha risposto con forti pressioni, intimidazioni e addirittura minacce di licenziamento.
“Che ad un'azienda sia stato permesso per anni, con la connivenza di istituzioni e sindacati, di avvelenare i lavoratori e l'intera città, è ormai cosa nota. Che però si mettano in discussione anche libertà di opinione, di associazione e di sciopero, è assolutamente inaccettabile",  afferma Fabrizio Tomaselli dell’esecutivo Nazionale Confederale USB.

”Forse - aggiunge il sindacalista -  qualcuno pensa di mettere paura ai lavoratori e di avere a che fare con una protesta stracciona. Ma di stracciona qui c'è soltanto una realtà fatta di anni d’impunità per un'azienda che pensa di poter continuare a fare ciò che vuole a dispetto della legge, delle sentenze e della costituzione. Quest'estrema agitazione aziendale dimostra che lo sciopero funziona e rende ancor più evidente che nel recente passato gli “scioperi pilotati” con capi e dirigenti in testa non erano veri scioperi. E' ora che il governo e le istituzioni intervengano - tuona Tomaselli -  per far rispettare la legge e magari non sarebbe male che si facesse sentire anche il Presidente della Regione. USB è comunque pienamente coinvolta nella vertenza e sostiene in tutti i modi i lavoratori in lotta. L'intera USB sostiene e condivide questa battaglia sindacale di civiltà che intende innanzitutto riportare legalità e democrazia all'interno dell'ILVA”.

L’organizzazione sindacale si è rivolta anche al Capo di Gabinetto del Prefetto di Taranto, dottoressa Vissani, che ha incontrato una delegazione  e dopo aver ascoltato le denunce e le testimonianze dei lavoratori che riportavano le gravi minacce ed intimidazioni condotte dalla dirigenza dell'ILVA e tese a intimorire i lavoratori in sciopero, ha affermato che nessuno può violare un diritto costituzionale come l'esercizio del diritto di sciopero e in tal senso si è impegnata ad intervenire presso l'azienda per richiedere di interrompere tali atti illegittimi. 


A caratterizzare questa vicenda, come tante altre del nostro paese, purtroppo, è  il mutismo della stampa nazionale, che a parte qualche articolo sulle pagine locali, non ha dato visibilità a quanto sta accadendo. Noi riteniamo che le battaglie dei lavoratori, la loro fermezza a richiedere sicurezza, salute, lavoro, legalità e giustizia valgano la pena di essere portate sempre a conoscenza di tutti,  perché sono il patrimonio della nostra storia.

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