Mercoledì, 29 Aprile 2015 10:27

Vigili del Fuoco, domani sciopero nazionale Featured

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ROMA - Domani, 30 aprile, l’USB P.I. ha proclamato lo sciopero nazionale dei Vigili del Fuoco: dalle 9.00 alle 13.00 per gli operativi ed intera giornata per gli amministrativi. Sono previsti presidi in diverse città (Firenze, Genova, Catanzaro, ecc.).

Questo è il messaggio che i vigili del fuoco intendono inviare al governo Renzi all’apertura di Expo 2015, perché non sono disposti a lavorare sottopagati (7,30 Euro lordi l’ora), per quella che si sta dimostrando la più grande macchina di sfruttamento e precariato nel Paese, a cui vengono chiamati fuori dall’orario di lavoro da tutti comandi d’Italia per mettere in scena un’efficienza che nella realtà non esiste.

Da anni i Vigili del Fuoco sono in piazza con l’USB per denunciare il calo dello standard qualitativo del soccorso. A furia di tagli ci ritroviamo con automezzi vetusti e personale anziano (entrambi i più vecchi d’Europa, secondo lo stesso Dipartimento dei Vigili del Fuoco presso il Ministero degli Interni);  senza contratto di contratto di lavoro dal 2008, con caserme che cadono a pezzi e, dopo l’accordo con i sindacati complici, con distaccamenti ridotti a presìdi ed impossibilitati a provvedere al soccorso alla popolazione, mentre altri, ritenuti inutili, vengono eliminati. Con la conseguenza che i tempi di intervento si allungano sempre più e, in caso di due richieste concomitanti, ci si trova nella assurda condizione di dover decidere chi salvare e chi no.

Senza mezzi, senza uomini e senza sedi di servizio: queste sono le riforme del governo Renzi. Questo sciopero è la prima risposta a questo Governo, ad un ministro dell’Interno che si aggira come un’ombra invisibile, ed al suo sottosegretario con delega ai Vigili del Fuoco, espressione del partito di maggioranza vacuo e senza progetti in merito, impegnato solo a gestire la liquidazione del soccorso nel Paese.

Con questo sciopero i Vigili del Fuoco vogliono ricordare a questo governo che è suo obbligo garantire il soccorso alla popolazione. Non partecipare a posteriori alle tragedie, con parole di circostanza o interventi tampone, in un Paese che frana ad ogni pioggia e dove la grande cementificazione verrà ulteriormente incentivata dallo “Sblocca Italia”.

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