Venerdì, 03 Luglio 2015 18:00

Trasporti. In arrivo una stangata per i tir

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Con la riduzione delle agevolazioni fiscali approvata dal Governo, entro il prossimo 6 luglio i trasportatori italiani saranno costretti ad un maggiore aggravio di tasse che oscillerà tra gli 8.100 e i 13.600 euro circa  

Riduzione delle deduzioni forfetarie per autotrasportatori e stima del possibile impatto(importi in euro)

Nella tabella si stima l’aggravio di imposte e contributi a fronte della riduzione delle deduzioni forfetarie per gli autotrasportatori. Sono state evidenziate sia le maggiori imposte di competenza, che l’aggravio in termini finanziari. Infatti, la riduzione dell’agevolazione fa sentire il proprio impatto anche sul conteggio degli acconti.

Trasporti effettuati dall'imprenditore

INPS

(a)

IRPEF

(b)

Maggiori imposte

totali di competenza

(a+b)

Maggiore esborso finanziario 

Oltre comune ma nella regione o nelle regioni confinanti

2.565

3.106

5.671

8.139

Oltre le Regioni confinanti

4.117

5.410

9.527

13.657

Elaborazione: Ufficio Studi CGIA

Nota: i calcoli sono stati effettuati considerando un autotrasportatore che lavora per 288 giorni all’anno. Ogni giorno lavorativo effettua un viaggio oltre il Comune in cui ha sede l’impresa (reddito 30.000 euro)

Se le merci trasportate sono in ambito locale, l’incremento sarà più contenuto. Se, invece, l’azienda di trasporto opera  su distanze molto lunghe, la crescita fiscale media si alzerà notevolmente.  A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA che ha stimato gli effetti delle ultime misure fiscali a cui saranno sottoposti gli autotrasportatori italiani.

Cosa è avvenuto ?

Il Governo ha ridotto le deduzioni forfetarie delle spese non documentate . Se un autotrasportatore opera all’interno della Regione di residenza e in quelle confinanti, il risparmio fiscale scende dai 56 euro previsti nel 2014 ai 18 euro di quest’anno. Se, invece, l’azienda trasporta le merci fuori dalle Regioni confinanti, il beneficio fiscale scende  da 92 euro previsti l’anno scorso a 30 euro. Infine, per i piccoli padroncini che lavorano all’interno dell’area comunale di residenza, la deduzione passa dai 19,6 ai 6,3 euro.

Autotrasporto: Deduzioni forfetarie

Trasporti effettuati dall'imprenditore 

periodo di imposta

riduzione

2013

2014

euro

%

Nel comune in cui ha sede l'impresa

19,60

6,30

-13

-68%

Oltre il comune in cui ha sede impresa ma nella Regione e nelle Regioni confinanti

56,00

18,00

-38

-68%

Oltre la Regione e le Regioni confinanti

92,00

30,00

-62

-67%

Elaborazione  Ufficio Studi CGIA

Con questa riduzione dei vantaggi fiscali il Governo rischia di dare il colpo di grazia a questo settore che da anni versa in gravi difficoltà. Secondo uno studio presentato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2013 (ultimo disponibile),  la CGIA ricorda che l’Italia presenta il costo di esercizio per chilometro più alto d’Europa: se da noi è pari a  1,60 €, in Austria è di 1,57 €, in Germania 1,55 €, in Francia 1,52 €. Ma in Slovenia è di 1,26 €, in Ungheria di 1,08 €, in Polonia di 1,07 € e in Romania è addirittura di 0,93 €. 

“Abbiamo i costi di esercizio più alti d’Europa  – sottolinea il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi – anche per colpa di un deficit infrastrutturale molto evidente. Senza contare che il settore è costretto a sostenere delle spese  vertiginose per la copertura assicurativa  degli automezzi, per l’acquisto del gasolio e per i pedaggi autostradali. Il che si traduce in un dumping sempre più pericoloso, soprattutto per le aziende ubicate nelle aree di confine che sono sottoposte alla concorrenza sleale praticata dai vettori dell’Est Europa. Questi ultimi hanno imposto una guerra dei prezzi che sta strangolando molti piccoli padroncini. Pur di lavorare – conclude Bortolussi - molti nostri trasportatori viaggiano anche in perdita: per le tratte fino a 100 km, a 1,10 - 1,20 euro al chilometro, mentre i trasportatori dell’Est, spesso in violazione delle norme  sui tempi di guida e del rispetto delle disposizioni in materia di cabotaggio stradale, possono permettersi tariffe attorno ai 70-80 centesimi al chilometro. Con queste differenze non c’è partita. Inoltre, l’apertura del mercato italiano ai vettori e agli autisti provenienti dall’Est ha messo in seria difficoltà il nostro settore. Se aggiungiamo questa diminuzione delle agevolazioni fiscali, il settore rischia di collassare”. 

 

Costo di esercizio medio per Km (€)

ITALIA

1,60

AUSTRIA

1,57

GERMANIA

1,55

FRANCIA

1,52

SLOVENIA

1,26

SPAGNA

1,22

UNGHERIA

1,08

POLONIA

1,07

ROMANIA

0,93

Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (2013)

Dalla CGIA ricordano che il prezzo del gasolio alla pompa in Italia rimane ancor oggi il più elevato dell’area euro. Nonostante il ribasso avvenuto in questo ultimo anno, il prezzo medio al litro è oggi di 1,464 euro. In nessun altro paese nell’area dell’euro si paga di più.    

Il prezzo del gasolio nell’area dell’Euro

Valori in euro al litro e differenza % su prezzo medio

Rank

Paesi

Prezzo gasolio
(in € al litro) al 29/06/2015

Differenza % sul prezzo medio AREA EURO

1

Italia

1,464

+16,8

2

Finlandia

1,374

+9,7

3

Irlanda

1,339

+6,9

4

Paesi Bassi

1,295

+3,4

5

Cipro

1,283

+2,4

6

Malta

1,260

+0,6

7

Portogallo

1,255

+0,2

8

Germania

1,241

-1,0

9

Grecia

1,238

-1,2

10

Slovenia

1,228

-2,0

11

Francia

1,205

-3,9

12

Slovacchia

1,201

-4,1

13

Belgio

1,195

-4,6

14

Spagna

1,177

-6,0

15

Lituania

1,177

-6,1

16

Austria

1,174

-6,3

17

Lettonia

1,133

-9,6

18

Estonia

1,129

-9,9

19

Lussemburgo

1,073

-14,3

 

AREA EURO

1,253

 

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Commissione Europea

Con la crisi economica il numero delle imprese di autotrasporto è sceso di 20.570 unità. Se nel primo trimestre del 2009 le aziende attive erano  108.745, nello stesso periodo di quest’anno sono scese a 88.175 (con una variazione del -18,9 per cento).  Stimiamo che con questa contrazione il settore dei trasporti abbia perso almeno 70 mila addetti.  

La progressiva caduta delle imprese attive nell’autotrasporto in Italia

Dati in unità e variazione %

Dati alla fine del 
1° trim di ogni anno

Imprese attive nell'autotrasporto

2009

108.745

2010

103.945

2011

100.758

2012

97.303

2013

94.272

2014

90.833

2015

88.175

   

Var. ass. dal 2009 al 2015

-20.570

Var. % dal 2009 al 2015

-18,9

   

Var. ass. ultimo anno (2015-2014)

-2.658

Var. % ultimo anno (2015/2014)

-2,9

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati camerali

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