Mercoledì, 30 Ottobre 2013 17:57

Afferrare la generazione Proteo. Un’indagine destinata a far rumore

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ROMA - Una ricerca svolta dalla Link Campus University, che ha coinvolto più di 1200 studenti tra i 17 e i 20 anni, ha messo in luce il rapporto dei giovani con il sistema politico, con l’impegno sociale e le aspettative per il futuro.

Il direttore della ricerca Nicola Ferrigni dichiara : «La ricerca  ricostruisce la relazione tra i giovani e il sistema politico e istituzionale e descrive le modalità di partecipazione alla vita sociale del Paese. Essa mostra, parla e racconta dei giovani “Proteo”, inafferrabili, multiformi, sfuggevoli, rapidi nel cambiamento. Una generazione quasi inafferrabile, misteriosa, difficile da leggere e da raccontare». 

 

Per quanto riguarda la classe politica, è emersa una grande sfiducia, condivisa tra oltre 1000 dei 1200 intervistati. Una sfiducia causata da un linguaggio politico chiuso, che non comunica con l'elettore e da una forte accusa all'interesse personale che accomuna tutti i politici, visti come simbolo di una società ormai in decadenza.

I giovani disprezzano questo sistema e si vedono costretti a trovarne dei nuovi, più efficienti e trasparenti, ma tutti basati sull'idea che le poltrone della politica siano rimaste occupate dalle stesse persone da troppo tempo ormai. Ci vuole un ricambio generazionale. Tutto ciò porta non solo ad allontanarsi dalla politica ma anche al disinteresse. Come mette in evidenza la ricerca infatti, tra gli intervistati pochissimi hanno saputo riportare correttamente i nomi dei ministri.

 

Il web diventa così un mezzo importantissimo per lo scambio di opinioni, dibattiti e propaganda. Infatti anche se può essere criticato per la sua assenza di contatto umano e per il suo essere freddo e distaccato, rimane trasparente e pratico. Anche se ad oggi questo mezzo ha acquisito ormai una forte componente umana e non simula rapporti, ma ne crea dei nuovi altrimenti impossibili.

Inoltre, come si è visto dalla ricerca, il web, insieme alla televisione è uno dei più importanti strumenti per ottenere informazioni politiche e non. Per esempio, nell'ambito dell'acquisire coscienza politica e informarsi, metà degli intervistato ha dichiarato di seguire “Ballarò”, programma che si è dimostrato capace di avvicinare un gran numero di giovani, ma anche semplici disinteressati, alla vita politica.

 

Una parte importante della ricerca è occupata dal tema lavoro. Oltre la metà degli intervistati sperano e pretendono di ottenere dall'università un buon inserimento nel mondo del lavoro. Vengono infatti riposte in essa le speranze di acquisire un bagaglio di competenze e conoscenze in grado non solo di introdurli nel mercato del lavoro ma anche di dar loro la possibilità di vivere grazie alle proprie passioni, coltivate dentro l'università. Infatti la ricerca ha permesso di vedere che il desiderio di avere una soddisfazione personale derivante dal lavoro supera sia quello di avere uno stipendio elevato sia quello di fare carriera.

È inoltre significativo vedere che la più grande paura che tormenta oggi lo studente è proprio quella della disoccupazione, che supera persino la paura di non conoscere le gioie dell'amore. Il lavoro quindi ha ormai raggiunto una posizione primaria negli interessi giovanili. Prima di ogni bisogno, desiderio o passione.

 

La ricerca manda allora un segnalo chiaro. La nuova generazione è lontana e tormentata, incompresa e incapace di comunicare con una società che ormai genera solo paure. “Abyssus abyssum invocat” , questo l’unico destino possibile. La catena di eventi partita dalla crisi economica e del lavoro si è imposta sulla nuova generazione che prova a difendersi cercando di cambiare tutti gli schemi politici e comunicativi, ma non fa che allontanarsi sempre di più nell’abisso dell’invocazione d’aiuto mascherata, agli occhi della società, come ribellione.

Vi lascio allora con le parole del direttore della ricerca: “la generazione dei diciottenni e dei ventenni di oggi, non si lascia afferrare da un paradigma unitario e stabile. In fondo, il mondo che noi adulti stiamo consegnando a Proteo non è poi così dissimile da quel mondo pieno di macerie che ci consegnò il secondo conflitto mondiale”.

 

 

 

 

 

 

 

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