Martedì, 14 Gennaio 2014 17:50

Egitto, si vota con il sangue. Scontri, feriti e 8 morti per la Nuova costituzione

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IL CAIRO - Primo giorno di votazioni in Egitto ed è subito caos. Da questa mattina sono aperti i seggi per il referendum costituzionale, a cui potranno partecipare i 53 milioni di elettori aventi diritto al voto.

Il testo oggetto del referendum è stato emendato da una commissiona composta da 50 rappresentanti, dopo che la Costituzione approvata nel 2012 e ispirata dai Fratelli musulmani (attualmente ricercati come organizzazione terroristica) era stata “congelata” successivamente alla caduta dell’ex presidente Mohamed Morsi, avvenuta lo scorso Luglio. A caratterizzare la mattinata di votazione sono stati gli scontri verificatisi nei pressi dei seggi tra i dimostranti pro-Morsi, che avrebbero portato all’uccisione di 8 persone. Alcuni fonti della sicurezza riferiscono di 8 vittime, di cui 6 a Sohag, una a Beni Suef e una a Giza, anche se al momento solo 5 sono confermate anche dal Ministero della Sanità. Per garantire la sicurezza del voto e dei votanti il ministro dell’interno, Mohamed Ibrahim, ha dislocato le forze di intervento rapido in tutti i governatorati egiziani. Inoltre, come recita un comunicato del ministero dell’interno reso noto dalla televisione di stato, ai militari è stato dato l’ordine di sparare contro chiunque provi ad assaltare i votanti. 160.000  agenti di polizia oltre a quelli della sicurezza e alle unità dell’esercito sono la strategia del governo per garantire la sicurezza negli oltre 30.000 seggi del Paese. L’obiettivo è quello di non permettere agli oppositori di boicottare il voto e impedire l’affluenza alle urne. Oppositori che “Saranno trattati con durezza e fermezza” come ha dichiarato ieri in tarda serata Mohamed Ibrahim. Diversi reporter di Al Jazira sono stati tratti in arresto da parte delle forze di sicurezza egiziane a Giza, dove sempre in mattinata, in seguito agli scontri tra polizia e dimostranti è stata necessaria la chiusura di uno di seggi. Intanto, nonostante il clima tesissimo che si respira, alcuni testimoni riferiscono di un’affluenza senza precedenti nell’Alto Egitto, in particolare da parte della comunità copta, la più grande comunità cristiana del Medioriente. Fiducioso sull’esito delle votazioni è anche il premier del governo ad interim, Hazem el-Beblawi, che in un intervento ha voluto ricordare a tutti che “votare è un dovere nazionale”. La percentuale minima necessaria al governo ad interim per ottenere il successo è pari al 33%, la stessa con cui era stata approvata nel 2012 la costituzione voluta dall’ex presidente Morsi.

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