Venerdì, 11 Luglio 2014 09:02

Gaza. Israele colpisce, Hamas resiste. Sarà una lunga sanguinosa guerra

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Il bilancio sale 100 morti e 600 feriti. L'unicef, una minaccia terribile per i bambini

ULTIMORA - Sale il drammatico bilancio delle vittime a 100. Mentre i feriti sono attualmente 600.   Mesi di guerra è la prospettiva evocata da Hamas, nel quarto giorno dell'offensiva sulla Striscia di Gaza. "Siamo pronti a mesi di combattimenti, la guerra questa volta sarà diversa dalle altre e il nemico non si fermerà se non alle nostre condizioni», ha avvertito Mahmoud al Zahar, dirigente del movimento islamista che controlla la Striscia di Gaza. Membro fondatore di Hamas, al Zahar ha aggiunto che «stavolta il popolo palestinese è unito nell'affrontare questa guerra e le cose andranno diversamente». Le Brigate Ezzedin al-Qassam hanno avvertito le compagnie aeree di non volare sullo scalo internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, nel mirino dei razzi che anche oggi sono stati lanciatio verso la più popolosa città israeliana e sono stati intercettati e distrutti dal sistema antimissile Iron Dome. L'aeroporto è rimasto operativo fin dall'inizio dell'offensiva Margine di sicurezza, ma in alcuni casi i voli sono stati deviati verso nord. Tel Aviv è finita più volte nel mirino dei razzi lanciati da Gaza, intercettati dall'Iron Dome o caduti in zone aperte. «L'aeroporto Ben Gurion sarà uno dei nostri obiettivi perchè ospita anche una base dell'aeronautica militare», hanno fatto sapere le Brigate con un comunicato. 

Già oggi un razzo è stato lanciato verso l'aeroporto, ha fatto sapere il braccio armato di Hamas. 

Intanto Barack Obama, ha telefonato nella notte al premier israeliano Benjamin Netanyahui per comunicargli che gli Usa sono pronti a mediare tra israeliani e palestinesi per far cessare le ostilità, anche risuscitando «l'accordo per il cessate il fuoco del novembre 2012». La parola, però, al momento resta alle armi: «I terroristi di Gaza hanno commesso un grave errore nell'attaccare il popolo di Israele. Hanno portato il disastro», ha scritto in un tweet Benny Gantz, capo di Stato maggiore delle forze armate israeliane.  Israele, in ogni caso, avrà «il pieno sostegno statunitense» nel caso in cui dovesse lanciare un'operazione di terra nella Striscia di Gaza. «Non c'è nessuno che voglia un'operazione delle truppe di terra a Gaza: quello che vogliamo è che Hamas fermi il lancio di razzi contro Israele», ha dichiarato in un'intervista alla radio dell'esercito israeliano l'ambasciatore Usa a Tel Aviv, Dan Shapiro.


 

ORE 9,30. Continua la carneficina

ROMA - Continua la carneficina in questo quarto giorno di raid aerei compiuti dall'aviazione israeliana. Il bilancio complessivo dell'operazione israeliana «Barriera protettiva» contro la Striscia di Gaza è attualmente di 98 palestinesi uccisi e 670 feriti. Lo hanno riferito fonti del servizio sanitario palestinese, citate dall'edizione online del quotidiano Yedioth Ahronot.

Intanto un portavoce militare dello Stato ebraico ha annunciato che l'aviazione israeliana ha condotto 210 raid in 24 ore nella Striscia di Gaza: 50 di questi sono stati compiuti questa notte contro obiettivi legati al movimento radicale palestinese Hamas. Tra gli obiettivi colpiti figurano 81 siti utilizzati per il lancio di razzi, tunnel, postazioni di controllo, basi logistiche e di comando di Hamas, così come uffici governativi del movimento palestinese nella Striscia di Gaza.

Dal fronte Palestinese nelle ultime 24 ore sarebbero stati lanciati 194 razzi  verso Israele e 43 di questi sono stati intercettati e distrutti dal sistema antimissile Iron Dome. Tuttavia la situazione nel Medio Oriente si sta allargando. Un razzo, infatti, sarebbe stato lanciato questa mattina dal Sud del LIbano e avrebbe colpito un'area a nord di Israele, senza fare vittime né feriti. 

La radio pubblica israeliana ha riferito, inoltre, che altri due razzi, tipo Katiusha, sono esplosi su un campo a nord della città di Kyriat Shmona. L'artiglieria israeliana ha risposto al fuoco sparando proiettili di mortaio verso il sud del Libano. Secondo quanto riferito da alcuni responsabili militari, il lancio di razzi dal Libano non sarebbe opera del movimento sciita Hezbollah, che controlla il sud del paese, che «non ha alcun interesse a lanciarsi in uno scontro con Israele».  «Si tratta senza dubbio di una piccola organizzazione palestinese che intende esprimere la propria solidarietà ad Hamas», è stato spiegato.

 

L'allarme dell'Unicef

Il ritorno delle violenze a Gaza e in Israele costituisce una «minaccia terribile per i bambini di entrambe le parti»: è quanto ha dichiarato l'Unicef in una nota, sollecitando moderazione per la loro protezione.  «Già negli ultimi tre giorni, secondo quanto segnalato, almeno 19 bambini palestinesi sono stati uccisi in attacchi aerei su Gaza e molti altri feriti. L'enclave costiera è soggetta a blocco, rendendo difficile ai civili la fuga. In Israele, gli attacchi di razzi da Gaza minacciano anche la vita dei bambini israeliani», ha spiegato l'Unicef.  Sia gli attacchi aerei che i lanci di razzi mettono i bambini in pericolo e «li espongono a danni fisici e psicologici; molti bambini hanno già subito violenze e danni durante le precedenti escalation», ha aggiunto l'agenzia Onu.

L`Unicef ha infine rilanciato l`appello del segretario generale delle Nazioni Unite Ban ki-moon ad esercitare la massima moderazione ed ha ribadito il loro obbligo giuridico e morale di proteggere i bambini dai pericoli.

 

 

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