Mercoledì, 09 Gennaio 2013 17:57

I Socialisti ed i Popolari

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ROMA - Fra la girandola di incontri,di vertici et similia,una data converrà sottolineare come strategica:la data del 13 dicembre,in cui il vertice dei Popolari europei,di fatto ha messo al margine Silvio Berlusconi e indicato Mario Monti come la personalità attorno alla quale riorganizzare in Italia la presenza dei Popolari.

Partito popolare europeo e Vaticano sembrano muoversi sulla stessa linea.


Non era mai avvenuto che in una maniera così formale ed in un modo così’ esplicito, e in una sede europea ,si assumessero orientamenti dalle implicazioni così profonde e ricche di prospettiva.
Innanzitutto si è così’ determinato un balzo in avanti nella europeizzazione delle forme politiche:accanto  al processo di europeizzazione  delle forme economiche (di cui il fiscal compact è l’aspetto più eclatante),sulla spinta della necessità  ma in modo accidentale  stà procedendo anche una forma di europeizzazione del le forme politiche,di cui il Partito Politico ne rappresenta la quintessenza. Tale accelerazione è comunque un bene in sé; è quindi  positivo che si generalizzi,che investa l’insieme del campo politico europeo,per arrivare a tappe ravvicinate a veri Partiti Europei. Non dimentichiamo che anche nella storia del socialismo europeo ,l’internazionale socialista ,non è mai andata molto oltre alla, come si diceva ,“buca delle lettere” dei singoli partiti nazionali.
In secondo luogo,il processo di allineamento nei singoli paesi al sistema politico europeo- in Europa il sistema politico ha come architravi portanti essenzialmente il Partito Socialista e il Partito Popolare- necessariamente  è destinato a portare alla ridefinizione dei profili culturali e politici di molte forze,nei rispettivi campi,sulla destra e sulla sinistra,all’interno dei singoli paesi, tra cui l’Italia.Non senza grandi contrasti e scosse di assestamento,anche in relazione al procedere della Crisi,vera causa causante dell’intero processo politico.
Nel caso italiano,sulla destra,L’aperta polemica contro l’europa “tedesca”,il ricorso alla teoria del complotto,sopratutto il recente accordo “antieuropeo” con la Lega,oltre a far crescere i toni,può portare il contenzioso al calor bianco,fino alla espulsione di Silvio Berlusconi dalla familia dei popolari europei; e per contro,sulla sinistra,ad una caratterizzazione sempre più netta in senso socialista dell’attuale Partito democratico.
Nell’immediato,In Italia ,il successo della “operazione Monti”,cioè della costruzione del nuovo Partito Popolare,non può che avanzare sulla sconfitta campale di Silvio Berlusconi.Ma paradossalmente tale sconfitta  non potrà che ascriversi alla vittoria delle armate di P.Bersani. In Italia quindi,quella che viene definita iniziativa strategica ,è totalmente in mano della Sinistra, che anche dal modo come saprà svilupparla,definirà  e preciserà anche il suo profilo  culturale e politico ed il suo modello di Partito.
Viviamo momenti interessanti.

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