Sabato, 30 Gennaio 2016 12:04

Gli elettori dovrebbero far dimettere gli eletti

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ROMA - La sovranità appartiene al Popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. I padri Costituenti, dopo un’esperienza dittatoriale, hanno voluto dare la possibilità concreta a tutti i cittadini di partecipare direttamente o indirettamente alle decisioni di governo.

Tale possibilità di democrazia diretta è esercitata dai cittadini mediante il diritto di voto. Una vera democrazia, di conseguenza, è funzionale se i delegati del popolo esercitano i poteri loro conferiti nell’interesse superiore della Nazione e nel rispetto della delega loro conferita. Quando questo avviene, si può affermare che poteri elettivi sono esercitati nel pieno rispetto della democrazia e della Carta Costituzionale. La domanda da porsi in questo contesto è la seguente: in questo periodo amministra effettivamente il popolo sovrano? Certamente no! Anzi dopo le ultime leggi elettorali e costituzionali credo che il deficit democratico sia aumentato. Come porre rimedio a una simile aberrazione?

Partirei da un principio di logica oltre che giuridico: se come cittadino delego l’eletto a rappresentarmi devo avere anche il potere di revocargli la delega. In sostanza occorre garantire ai cittadini della circoscrizione di appartenenza dell'eletto di proporre un referendum per rimuoverlo e riassegnare il seggio. Per essere valido dovrà firmare almeno un terzo degli aventi diritto al voto e poi avere la possibilità, di spedire, immediatamente e senza appello, a casa l'eletto “non idoneo a rappresentare il Popolo” a causa della sua condotta scorretta. La premessa per l'esercizio di questo tipo di potere deve essere l'assoluta impossibilità per l'eletto di cambiare casacca pena l’immediata decadenza dalle sue funzioni. La cosiddetta revoca del mandato dovrebbe riguardare l'etica, le azioni e le promesse dell'eletto e le sue eventuali condanne penali di primo grado. Nel caso di scandali con sviluppi di natura penale e contabile, gli elettori dovrebbero avere il potere, sempre con il voto, di poter revocare il mandato a chi sulla base di tassativi requisiti sia ritenuto indegno. La sostanza di questo istituto rivoluzionario, che ovviamente non andrà mai in porto in Italia, dovrebbe essere quella di garantire che chi esercita funzioni pubbliche abbia il dovere di adempierle con disciplina e onore, in caso contrario, il Popolo possa avere la possibilità di impedirgli di continuare a fare politica o rivestire ruoli di primo piano. Su questo occorrerebbe intraprendere una grandissima battaglia politica e culturale che dovrebbe partire proprio dal Popolo sovrano. Accadrà mai? 

Vincenzo Musacchio

Giurista e docente di diritto penale, Direttore della Scuola di Legalità “Don Peppe Diana” di Roma e del Molise

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