Lunedì, 05 Dicembre 2016 09:14

Referendum. Il no vince, ecco gli scenari futuri

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Il No ha vinto nettamente: ora cosa succede? Si tornerà a votare per eleggere un nuovo Parlamento oppure ci sarà un nuovo Governo ancora non scelto dagli elettori?

Gli italiani vogliono una risposta, poiché molti di loro hanno scelto di votare No al referendum costituzionale anche in base a questo aspetto. Ecco quali sono gli scenari possibili. Nei mesi scorsi Silvio Berlusconi si espresso in merito al referendum costituzionale, dichiarando che nel caso in cui vincesse il No, Forza Italia sarebbe pronta a dar vita ad un “Governo di unità nazionale per una emergenza” insieme al Partito Democratico, con cui si darà vita ad una nuova elegge elettorale.

Quindi, Berlusconi non è favorevole ad anticipare le elezioni del 2018, e qualora la sua proposta venisse accettata gli italiani si troverebbero ancora una volta ad essere governati da un Governo che non hanno eletto, almeno direttamente. Sul piano politico rischia di non cambiare nulla. Gli italiani potrebbero trovarsi ancora una volta di fronte a quella che Berlusconi stesso, facendo riferimento al Governo Renzi, ha definito come “una non democrazia, una democrazia sospesa dove c’è un governo abusivo”. Ad onor di verità, l'ultima parola spetta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha tre possibili soluzioni: 1) sciogliere le Camere e indire delle nuove elezioni politiche per eleggere un nuovo Governo; 2) chiedere di formare un nuovo Governo (ma a chi?); 3) chiedere alla Camera e al Senato di approvare una nuova legge elettorale (l’Italicum è legato a doppio filo con alcune delle modifiche previste dalla riforma) per poi andare a votare. Il dubbio maggiore riguarda il secondo punto. Nonostante Berlusconi abbia dato il proprio consenso per la formazione di un nuovo Governo transitorio, è molto difficile che le forze politiche accettino il nome dell’ex Cavaliere, né tantomeno quello di Stefano Parisi. Una cosa però è certa, il Movimento 5 Stelle non guiderà il nuovo Governo di scopo, come dichiarato da Luigi Di Maio: “Al governo ci andiamo solo con i voti degli italiani e su questo non si transige. Ho sentito anche Di Battista e siamo tutti d’accordo”. Quale sarebbe dunque la soluzione migliore? Io ne ho due. La prima, fare in un mese la nuova legge elettorale condivisa e andare subito al voto. La seconda, è andare al voto con la vecchia legge elettorale. E' ora che il Popolo si esprima: è anche questo il messaggio che arriva dell'esito del referendum costituzionale. 

Vincenzo Musacchio

Giurista e docente di diritto penale, Direttore della Scuola di Legalità “Don Peppe Diana” di Roma e del Molise

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